Attenzione
Sequestrato rimessaggio abusivo
Candida Virgone
◗
Il presidente Giancarlo Lunardi Dentro c'era di tutto: strada di accesso, pontili, barche e perfino il ristorante
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Aveva allestito lungo la golena d'Arno, all'altezza delle Tre Buche, un vero e proprio rimessaggio con tanto di circolo-ristorante e clientela già avviata e attirata dai prezzi stracciati. Un rimessaggio con tanto di strada, pontili, posti barca, imbarcazioni da affittare, il tutto dopo aver tagliato la vegetazione di un pezzo di sponda di fiume, alberi compresi. C'era un solo ma. Che il rimessaggio era totalmente abusivo e che lui aveva occupato un'area demaniale senza chiedere l'autorizzazione a nessuno. È finita con il sequestro da parte delle guardie del parco, una raffica di denunce e un'inchiesta della procura, coordinata dal sostituto Giovanni Porpora. Un pescatore marinese cinquantenne, R.G., è stato denunciato per violazione delle normative ambientale, paesaggistica e urbanistica e per occupazione abusiva di area demaniale. Tutto è iniziato a febbraio, quando le guardie del parco naturale San Rossore-Migliarino-Massaciuccoli, nel corso di controlli sulla golena sinistra del fiume, iniziati a fine 2009, hanno scoperto l'area occupata abusivamente, a San Piro a Grado, all'altezza delle Tre Buche. C'era appunto la strada appena realizzata, lastricata di ghiaia, due pontili per l'attracco delle barche, imbarcazioni varie già presenti, baracche, altre strutture di servizio, perfino una sorta di ristorantino funzionante e una folta clientela attirata da prezzi concorrenziali: sull'area comunque, resasi disponibile da poco, sorgevano già altre costruzioni precedenti e disabitate, la cui destinazione non è nota e che nella zona avrebbero attirato l'attenzione di molti aspiranti assegnatari. Per realizzare il rimessaggio erano state abbattute anche delle piante: bassa vegetazione tipica della zona ma anche piccoli alberi, tagliati per far spazio ad alcune strutture. Il terreno occupato è abbastanza vasto, non localizzabile da viale D'Annunzio a causa della fitta vegetazione, ma chiaramente visibile dal fiume e probabilmente anche dai rimessaggi accanto. L'area era stata sottoposta immediatamente a sequestro preventivo da parte delle guardie del parco, che in tema di reati ambientali sono a tutti gli effetti ufficiali di polizia giudiziaria, sono partite quindi le denunce e la comunicazione all'autorità giudiziaria. Sul caso la procura ovviamente ha aperto un fascicolo e le indagini sono coordinate dal pm Porpora. L'ordinanza con cui si chiede all'occupante, che avrebbe altri precedenti in materia ambientale, il ripristino dello stato iniziale dei luoghi e dunque la demolizione delle strutture è stata firmata il 29 marzo scorso. Gli ultimi atti sono stati completati ai primi di maggio. Il terreno, che si trova appunto a San Piero a Grado, è uno dei pochi che non è passato alla competenza dell'amministrazione provinciale ma si trova ancora sotto l'egida del demanio. «Non è affatto una cosa nuova o che deve meravigliare - dicono i titolari di rimessaggi della zona -: purtroppo le occupazioni abusive, che in passato erano ancora più selvagge, accadono con facilità anche oggi. Molto spesso le aree che vengono prese abusivamente non sono visibili dal viale e magari ci si accorge di quanto è avvenuto solo a lavori finiti». I clienti del rimessaggio, stando alle informazioni in possesso del Parco, sarebbero stati all'oscuro del fatto che l'attività fosse completamente abusiva.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
