Il Tirreno

Pisa

Sciopero della fame deciso da due occupanti

Gianluca Campanella
La manifestazione ieri in Piazza Garibaldi
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La manifestazione ieri in Piazza Garibaldi

"Prendocasa" al sindaco: dorma tranquillo non siamo terroristi

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 PISA. Dichiarazioni di rinuncia a qualsiasi violenza e uno sciopero della fame per chiedere la riapertura delle trattative. Imbavagliati e con un cartello al collo dove è scritto «Basta bugie, ridateci la voce», alcuni degli occupanti di via Marsala e i rappresentanti del progetto "Prendocasa" ieri si sono radunati in piazza Garibaldi per ribadire il loro no allo sgombero.  Le «bugie» sarebbero «il teatrino mediatico che ci dipinge come terroristi», e con una lettera aperta alle istituzioni gli esponenti del movimento precisano con forza che «nessuno ha mai pensato di praticare violenza fisica verso il sindaco». E si aggiunge: «Marco Filippeschi può dormire sonni tranquilli. Nulla contro la persona. Ma chiediamo l'intervento dell'istituzione che rappresenta».  I membri di Prendocasa non negano che giovedì notte nell'auditorium Maccarrone ci sia stato «un diverbio molto acceso e incomprensione reciproca». Ma secondo loro l'episodio sposta l'attenzione. Il problema, è e resta «la sistemazione di otto famiglie disperate, che sanno che dopo il tentativo di martedì scorso, lo sgombero può arrivare in ogni momento: è solo rimandato». La «voce» da ridare è, appunto, quella.  Intanto due degli occupanti, Ozdemir e sua moglie, entrambi di 38 anni, hanno cominciato ieri lo sciopero della fame «fino a quando non si riapre la trattativa». La coppia di curdi rifugiati politici è in Italia da nove anni, ha quattro figli e vive con la pensione di invalidità dell'uomo: 250 euro al mese. Ozdemir ha infatti gravi problemi di salute e in mattinata si era sottoposto a visita preliminare, effettuata da un medico. Questi ha giudicato «pericolosissimo» lo sciopero e seguirà costantemente Ozdemir durante la sua iniziativa.  "Prendocasa" chiede al sindaco di intercedere presso il prefetto affinché sia convocato il tavolo sull'ordine pubblico e la sicurezza. E chiede che in quell'assise lo stesso prefetto sospenda l'esecutività dello sgombero.  Il confronto con le istituzioni è «necessario», perché «non vogliamo scavalcare qualcuno nella graduatoria per le case popolari, ma togliere spazio alla speculazione: ci sono centinaia di appartamenti sfitti in città e il Comune dovrebbe e potrebbe prenderli, facendo pagare alle famiglie un canone proporzionale al reddito». Questo argomento introduce l'altra «bugia»: Prendocasa sostiene che «alcune famiglie hanno perso l'integrazione dell'affitto per carenza di fondi e non perché non rientravano più nei requisiti».

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