Il Tirreno

Pisa

Ciclista travolto da un'auto pirata

Stefano Ferrini
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Stefano Ferrini

Sembrava si trattasse di una caduta accidentale, il figlio scopre la verità

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 MOLINA DI QUOSA. Investito e lasciato sul ciglio della strada, ora è ricoverato in terapia sub-intensiva al Santa Chiara con gravissime ferite alla testa. La vittima dell'incidente è un cicloamatore di 63 anni. Si tratta del commercialista Stefano Ferrini, molto conosciuto a Pisa anche per i suoi trascorsi sportivi (ex giocatore di basket con il Cus in serie C): suo figlio Diego, 35 anni, dirigente di un supermarket, è a sua volta uno dei giocatori di pallacanestro più noti a Pisa. L'incidente è avvenuto mercoledì mattina intorno alle 10.30. L'uomo era uscito di casa verso le nove, nella zona di via Pratale a Pisa, con la sua bicicletta e si era recato verso Molina, dove si trova una salita molto impegnativa di circa 7 km.  La moglie Vittoriana, non ricevendo notizie (oltretutto Ferrini non ha il telefonino), ha iniziato a preoccuparsi e alle 15.30 ha telefonato al Pronto soccorso, trovando conferma alle sue paure: l'uomo era stato soccorso alle 10.50 dal 118, allertato da una dottoressa che abita nella zona del sinistro e a sua volta era stata avvertita da un automobilista di passaggio. Trasportato subito in ospedale, Ferrini è stato ricoverato prima nel reparto di neurochirurgia, poi trasferito in terapia sub-intensiva: presenta gravi ferite alla testa oltre ad altre lesioni di minore importanza, è cosciente ma ancora non lucido.  In un primo momento si è pensato che avesse riportato le gravi ferite in una semplice caduta, che si trattasse di un malore o di una scivolata accidentale. Ma i due sopralluoghi effettuati dal figlio Diego e dal cognato di quest'ultimo hanno portato presto alla scoperta che la dinamica dell'infortunio è per forza diversa. La bici - una bicicletta professionale - è quasi tutta in ottime condizioni, tranne la parte sinistra del manubrio, in fibra di carbonio, che presenta una curvatura non imputabile a un semplice impatto sull'asfalto ma sicuramente ad un colpo improvviso e molto violento, forse contro un'auto. E la tesi dello scontro è suffragata anche dalle poche parole pronunciate dal ferito appena soccorso.  La famiglia di Stefano Ferrini si è già rivolta ai carabinieri ma non ha ancora sporto denuncia: si spera infatti che la dinamica e la responsabilità dell'incidente siano chiariti da eventuali testimoni o dallo stesso investitore, la cui posizione in questa vicenda si farebbe molto più leggera qualora questi si presentasse prima che il ferito sia in grado di riferire di persona le circostanze dell'incidente. E' probabile infatti che l'automobilista sia andato via non rendendosi conto sul momento della gravità dell'incidente, o per lo choc. Chi avesse informazioni può rivolgersi a Diego Ferrini (393-64.68.624) o alla signora Vittoriana (050-55.04.89). Antonio Scuglia

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