Il Tirreno

Pisa

Nei guai per violenza sessuale

C.V.
La cronaca registra un altro processo per violenza
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La cronaca registra un altro processo per violenza

Imprenditore accusato d'aver toccato una lavorante

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 PISA. Baci e mani addosso, sul seno, nei pantaloni. Più volte. A farlo, secondo una classica tradizione letteraria ma purtroppo anche di vita vissuta, sarebbe stato il «padrone» ad una dipendente. Con questa pesantissima accusa compare la prossima settimana in tribunale un imprenditore quarantenne nato a Pontedera e residente a Buti.  L'uomo è titolare di un'attività commerciale a Buti. Ora deve rispondere di violenza sessuale.  Come sempre in questi casi si tratta di due verità a confronto: da una parte la ragazza pisana che parla di molestie, dall'altra l'imputato, che racconta un'altra storia.  I fatti risalgono alla primavera di tre anni fa, quando la ragazza, che era approdata nell'attività dell'uomo tramite un'agenzia di lavoro interinale, ha denunciato di essere stata più volte molestata dall'uomo. Dapprima un bacio rubato - avrebbe raccontato agli inquirenti - e poi avances sempre più spinte e ripetutesi per alcuni giorni, fino a veri e propri cosiddetti palpeggiamenti. Secondo l'accusa che l'ha rinviato a giudizio in base all'articolo 609 bis del codice penale, in cui è racchiuso qualsiasi reato attinente alla sfera sessuale, l'uomo le avrebbe messo le mani sotto la maglietta e nei pantaloni. Alla fine la ragazza se ne sarebbe andata lasciando il lavoro e si sarebbe rivolta ai carabinieri che hanno avviato le indagini sul caso.  L'inchiesta sulla vicenda, condotta dal pubblico ministero Giovanni Porpora, ha portato alla fine alla denuncia dell'uomo e poi al suo rinvio a giudizio. Il dibattimento, iniziato lo scorso anno in tribunale a Pisa, torna davanti ai giudici all'inizio della prossima settimana, quando è prevista la sentenza.  La ragazza, che abita a Pisa, si è costituita parte civile assistita dall'avvocato Giovanni Capria. L'uomo è difeso dall'avvocato Luca Poldaretti.

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