Il Tirreno

Pisa

Dal movimento “Prendo casa” nuove critiche al Comune dopo gli incontri di ieri tra occupanti e servizi sociali

«Prefetto e Regione ora ci aiutino»

Carlo Venturini
Il presidio di ieri pomeriggio davanti al Comune
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Il presidio di ieri pomeriggio davanti al Comune

Chiesto un tavolo di trattative urgente per evitare lo sgombero di via Marsala

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 PISA. Lo sgombero delle otto famiglie occupanti di via Marsala non è stato revocato, bensì rinviato «sine die», sempre per lo stesso motivo di due giorni fa, e cioè la condizione di salute delle tre persone certificate come non trasportabili. Le famiglie che hanno occupato lo stabile a Riglione, accompagnate dagli attivisti di Prendo casa, sono andati ieri mattina dai servizi sociali della frazione.  Gli incontri però non sono piaciuti tant'è che ieri pomeriggio c'è stato un altro presidio di protesta in Piazza XX Settembre, sotto il Comune. E questa volta la «patata bollente» si vorrebbe passarla nelle mani del prefetto. «Vorremmo che già domani (oggi per chi legge) venisse convocato il tavolo per la sicurezza a cui dovrebbero partecipare anche esponenti della Regione», hanno detto i portavoce del movimento Prendo Casa. «Solo il prefetto - hanno continuato - ha il potere di convocare con la massima urgenza un tavolo che deve servire a fare le pressioni politiche e legali per far annullare il provvedimento di sgombero».  «Non abbiamo abbassato la guardia - ha detto uno degli occupanti -, sappiamo di non aver vinto solo perché hanno rinviato lo sgombero, anzi staremo all'erta di giorno e di notte, e continueremo nella sensibilizzazione dei cittadini e di alcuni esponenti politici che si sono dimostrati vicino ai bisogni di chi è senza casa».  Che la situazione sia ancora in stallo, lo dimostra il fatto che sul Comune si ripetano le stesse critiche e cioè che «ha bluffato sulle trattative con la proprietà». Mentre da Palazzo Gambacorti si ripete che la strada da percorrere resta quella di verificare con i servizi sociali se sussistono per gli occupanti le condizioni per poter accedere - senza favoritismi - al diritto a un alloggio.  Le rivendicazioni del movimento Prendo Casa intanto trova sponda in Cobas e Unione Inquilini, che attraverso Federico Giusti e Carlo Lazzeri dicono che «dopo l'irruzione nella seduta di giunta, il Comune si è irrigidito e vuole dividere le famiglie degli occupanti».

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