Trapianti, un altro passo avanti
Realacci (Pd) annuncia novità per le norme sui donatori
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PISA. Un altro passo verso la legge che equiparerà, nei trapianti, donatore e ricevente. Proprio nel settembre scorso, a Pisa, l'architetto Pier Enrico Re, non potendo usufruire del permesso di malattia, dovette lasciare il lavoro per donare un rene a suo figlio, il piccolo Tommaso, di 5 anni, affetto da insufficienza renale cronica. Ora ci si avvia verso una legge diversa. Lo comunica l'onorevole del Pd Ermete Realacci: «La donazione di organi tra persone viventi è un gesto di grande altruismo e di enorme valore morale, oltre che di salvaguardia della salute del singolo e, quindi, della collettività. Finalmente il ministero della Salute, dando seguito ad un ordine del giorno di cui ero primo firmatario e approvato dal parlamento lo scorso mese di settembre, adotterà il regolamento di attuazione della legge che garantisce le tutele per i lavoratori che decidono di donare un organo ad un malato». Firmato dal ministro della Salute, l'atto è ora alla firma di quello del Welfare. «Sebbene sul tema della donazione d'organi tra viventi - ricorda Realacci - esista una legge dal 1967, non è mai stato emanato il regolamento di esecuzione e, di conseguenza, non esistono tutele per i lavoratori-donatori. Purtroppo, a causa di questa lacuna normativa, nel nostro Paese sono già accaduti episodi di assurda drammaticità in cui lavoratori sono stati costretti a lasciare il lavoro per sottoporsi all'intervento di un trapianto d'organo a favore di una persona cara. L'ordine del giorno in questione, ad esempio, traeva spunto proprio dal caso Re».
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