Sicurezza
Sgombero rinviato dopo ore di tensione
Carlo Venturini
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Lo schieramento delle forze dellordine e, sopra, uno degli occupanti sul tetto dello stabile Alcuni occupanti dello stabile hanno gravi problemi di salute, la procura decide lo stop
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PISA. Lo sgombero della palazzina di via Marsala a Riglione, occupata abusivamente dal 13 marzo, è stato rinviato per decisione della procura dopo una battaglia di nervi iniziata alle 7 di ieri. Da un lato decine di agenti e carabinieri in tenuta antisommossa su una Toscoromagnola deserta, dall'altro c'erano otto famiglie asserragliate negli appartamenti, circondati da un cordone di una cinquantina di giovani simpatizzanti o aderenti al movimento "PrendoCasa". Così si è andati avanti fino alle 14, quando è stata riaperta al traffico la Toscoromagnola dopo il rinvio dello sgombero, ma in realtà tutto era già nell'aria dal tardo pomeriggio di due giorni fa. L'effetto a sorpresa di un blitz all'alba delle forze dell'ordine non c'è stato, anche se gli ingredienti per una situazione che poteva esplodere da un momento all'altro c'erano tutti. Pneumatici con chiodi sono stati messi dagli occupanti in tre punti della Toscoromagnola ed un uomo originario di Cascina, al quale è morta pochi mesi fa una bambina di 22 settimane, si è piazzato in bilico sul tetto per alcune ore, sia per fare da vedetta che per evidenziare la drammaticità di chi ha subìto la morte di una figlia e poi uno sfratto. Drammaticità della situazione che ha toccato l'apice quando è arrivata un'ambulanza per soccorrere uno degli occupanti, una donna di 50 anni che era stata operata per un aneurisma ed era stata dimessa proprio il giorno prima. La donna ha però rifiutato il trasporto all'ospedale ed ha preferito rimanere nella casa occupata. Poco dopo è entrato un altro medico, non del 118, chiamato dai ragazzi del movimento "PrendoCasa". Questo medico ha rilasciato tre certificati per altrettante persone in cui si dichiarava che non erano trasportabili. Proprio i certificati medici sono stati l'acqua che ha spento la miccia di una situazione che si stava facendo pericolosissima. Infatti, a questo punto le forze dell'ordine si sono trovate di fronte a tre persone "non trasportabili per motivi di salute" ed a 16 minori tutti figli degli occupanti, per lo più cittadini stranieri. Senza dimenticare la cinquantina di ragazzi del movimento "PrendoCasa" per nulla intenzionati a lasciare il piazzale e l'immobile che era stato sprangato. Il quadro della situazione è stato così comunicato alla magistratura che ha deciso di rinviare l'operazione. Le trattative sul campo tra gli occupanti, la questura ed il comando provinciale dei carabinieri sono state difficili. A metà mattinata ha cominciato a serpeggiare la voce (falsa) dell'imminente riunione del comitato provinciale per la sicurezza, così come circolavano voci (poi smentite) di un interessamento del governatore della Regione Enrico Rossi, o meglio dell'assessore regionale alla Casa, Salvatore Allocca, del Prc. Sul posto si sono presentati Salvatore Montano, ex assessore alla casa, il consigliere comunale del Pd Valter Ceccarelli, che è stato contestato dagli antagonisti, il consigliere provinciale del Prc-Pdci Andrea Corti, ed i rappresentanti dei Cobas (Federico Giusti) e dell'Unione inquilini Claudio Lazzeri, che è uno dei legali degli occupanti. Ormai era chiaro che si allontanava la possibilità di uno sgombero, tanto più che si avvicinava un orario critico, quello dell'uscita degli studenti da scuola, con conseguente intasamento delle strade. Quindi, intorno alle 13, le forze dell'ordine hanno riaperto la Toscoromagnola e i pneumatici sono stati rimossi dalla carreggiata. Nel pomeriggio gli attivisti di "PrendoCasa" si sono diretti in delegazione a Palazzo Gambacorti dove c'è stata tensione con i vigili urbani. La delegazione ha interrotto i lavori degli assessori (atto definito «inaccettabile» dal segretario del Pd, Ivan Ferrucci), accusando il Comune di avere finto di fare trattative con la proprietà dell'immobile di via Marsala. C'è stata maretta, poi la giunta ha fatto sapere che da stamani le famiglie degli occupanti possono recarsi ai servizi sociali dove la loro situazione sarà analizzata. I componenti della delegazione che ha interrotto la giunta sono stati identificati.
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