Il Tirreno

Pisa

Elezione del rettore e assunzioni L'ateneo vuole andare a votare

Gianluca Campanella
Elezione del rettore e assunzioni L'ateneo vuole andare a votare

Nuovi concorsi, stabilizzazione dei precari, elezioni del rettore e un no alle lezioni gratuite. Tutto questo e subito. Le 435 poltrone dell'aula magna al polo Carmignani sono "esaurite" e in piedi un altro centinaio di persone.

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PISA. Nuovi concorsi, stabilizzazione dei precari, elezioni del rettore e un no alle lezioni gratuite. Tutto questo e subito. Le 435 poltrone dell'aula magna al polo Carmignani sono "esaurite" e in piedi un altro centinaio di persone.

All'unanimità, al termine dell'assemblea generale dell'università, i docenti votano un documento da consegnare al rettore che denuncia lo «svuotamento dell'autonomia locale e centrale degli atenei» operata dal ddl Gelmini. Questo in contemporanea con altre università italiane nel giorno, ieri, in cui la riforma comincia l'esame al Senato. L'assemblea è promossa dalle associazioni sindacali universitarie: Andrup-Cnu, Andu, Cgil-Flc, Cisapuni, Cisl-università, Uil-Paur-Afam ed Rsu. Ma partecipano tutte le anime dell'ateneo: docenti, ricercatori, personale e studenti.

In collegamento video si vedono (ma non si sentono) le analoghe iniziative che si stanno svolgendo a Siena e Firenze. Ma la mobilitazione nazionale ha anche un connotato locale; e nell'esame della riforma Gelmini, si studiano le ripercussioni sull'università di Pisa. A tenere banco è la situazione dei ricercatori che Federico Oliveri, ricercatore di Scienze Politiche, invita a ribellarsi contro la prassi decennale degli insegnamenti gratuiti: a queste figure si sono sempre affidate lezioni non retribuite; ora, con i tagli che «assoggettano il ministero dell'Università a quello dell'Economia» sono le prime teste che rischiano di saltare. Oliveri invoca «il principio di parità di compenso a parità di lavoro». Nel documento finale si chiede che un ricercatore non sia messo nella condizione di dovere insegnare a costo zero. Anche il preside d'Economia, Massimo Augello, parla di ricercatori: non numeri, ma «persone come noi, che fanno lo stesso lavoro». E chiede di procedere in fretta con i nuovi bandi e con la stabilizzazione dei precari, «prima che ce lo impediscano con il blocco delle assunzioni: aver prepensionato chi ha 40 anni di contributi non era un'operazione di cassa. Dimostriamolo utilizzando le risorse che si sono liberate per le nuove assunzioni». Il documento approvato all'unanimità chiede, per i ricercatori, di passare dal pensionamento coatto a una soluzione concordata e volontaria.

Alla "lista della spesa" già lunga nel merito, Silvana Agueci, rappresentante della Uil-Paur, aggiunge anche una questione di metodo: «Abbiamo letto sul Tirreno della sinergia tra le tre università della Toscana. Bene, queste sono decisioni che intervengono sul personale, anche se sono camuffate come "riassetto amministrativo". Ci vorrebbe trasparenza e condivisione, ma nessun sindacato è stato avvertito di questa operazione. Ci sono protocolli firmati, eppure quando ci invitano agli incontri sembra che ci facciano un favore».

Sempre in tema di trasparenza, il documento finale chiede anche come sono stati utilizzati i fondi regionali in applicazione del protocollo sull'utilizzo dei brevetti. Dopo il voto, la mozione è stata consegnata al prorettore per la didattica Nicoletta De Francesco. Qualcuno aveva anche chiesto l'occupazione simbolica del rettorato, in linea con la condotta delle altre università. Ma si è preferito non esasperare il clima, già "caldo" per l'auspicio finale del documento: «avvio immediato delle procedure per il rinnovo delle cariche accademiche in scadenza», tra cui quella del rettore.

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