Il Tirreno

Pisa

Tempo pieno, stop alle prime classi

Francesca Ferretti

Mancano i docenti: i dirigenti scolastici protestano. Rabbia tra le famiglie

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 PISA. Le famiglie scelgono il tempo pieno per i loro bambini, ma nelle scuole non ci sono abbastanza docenti: è allarme tra i dirigenti scolastici della provincia di Pisa che, dopo l'assegnazione degli organici alle elementari, denunciano l'impossibilità di garantire gli orari prolungati sempre più richiesti dai genitori.  «Il Ministero non ha accolto le istanze relative al tempo pieno nelle classi prime della scuola primaria, là dove era già iniziato», fanno sapere dalla Conferenza permanente dei dirigenti scolastici della provincia di Pisa. «Oltre al forte disagio per le scuole, si crea un disservizio per le famiglie che scelgono il tempo pieno come tipologia formativa per i loro bambini». Sono circa 12 le classi a tempo pieno richieste in tutta la provincia di Pisa che rischiano di non essere attivate a causa del taglio di docenti assegnati alle scuole, 14 in meno, di fronte ad un aumento di 509 iscritti.  Per spiegare cosa sta accadendo, il dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo "Fucini" di Pisa, Fernanda Ricci, porta l'esempio della sua scuola: «Quest'anno nelle nostre elementari era attivata una prima a tempo pieno e, con le domande venute dai genitori, ne avevamo richiesta un'altra per il prossimo anno scolastico. Ma non avendo il ciclo completo della sezione a tempo pieno, la nostra istanza non è stata accolta».  La stessa sorte è toccata anche ad altre scuole della provincia di Pisa (per un totale di 8 classi), mentre è stata del tutto negata l'attivazione del tempo pieno a scuole che fino all'anno scorso non l'avevano (in totale 4 classi). Nelle disposizioni di quest'anno, il Ministero dell'istruzione ha indicato che l'autorizzazione alla formazione di classi prime a tempo pieno poteva essere data solo alle scuole che avevano una quinta a tempo pieno in uscita. Dunque gli istituti in cui ad esempio il tempo pieno esiste solo da uno o due anni, rischiano di non poter riformare prime con l'orario potenziato a 40 ore.  «Il mancato accoglimento della richiesta di istituire classi prime a tempo pieno nelle scuole primarie in cui è già attivo, ma non è presente il corso completo, creerà una situazione di difficoltà all'utenza e agli stessi dirigenti che hanno accolto le iscrizioni fiduciosi che, per scorrimento, sarebbe stato riconfermato nelle future classi prime, come previsto anche dal piano provinciale di programmazione della rete scolastica», aggiunge Cristina Cosci, presidente della Codisco.  Il disagio è ancora più forte perché la circolare del Ministero è arrivata a iscrizioni ultimate e gli organici assegnati alle scuole, fortemente tagliati, sono stati comunicati successivamente: «Questa sovrapposizione di tempi e di comunicazioni non ci permette di rispettare le scelte delle famiglie», continua Cristina Cosci, che denuncia anche la difficoltà a poter usare ore residuali disponibili nell'organico delle scuole per l'ampliamento del tempo pieno.  Di fronte a questo quadro, i dirigenti chiedono all'Ufficio scolastico regionale e provinciale di rivedere l'assegnazione degli organici alle istituzioni scolastiche: «Gli uffici di competenza devono permettere l'accoglimento della domanda nelle scuole in cui il corso a tempo pieno è già attivato e arrivare in progressione alla sua completezza, soddisfacendo in tal modo le richieste dell'utenza, sempre più numerose per l'orario prolungato».  Dai dati comunicati dalle organizzazioni sindacali della scuola risulta che, oltre all'aumento di richieste per il tempo pieno, quasi il 90% delle famiglie richiede ormai l'orario prolungato a 30 ore (il tempo standard è 27 ore settimanali), mentre sono rarissime le richieste per il modulo a 24 ore, quello cosiddetto del maestro unico. Con il taglio degli organici e la riduzione dei parametri per la formazione delle classi, nella Provincia di Pisa aumenta il numero delle pluriclassi, quelle che nei centri più piccoli accorpano gli alunni di età diverse: per il prossimo anno scolastico passeranno da 14 a 15, con un naturale aumento di disagi per l'attività didattica.

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