Proteste
Il piano del parco non si tocca
Gianluca Campanella
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La sede dellEnte Parco di San Rossore Lunardi: stiamo attenti, altri Comuni fanno già richieste pesanti
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PISA. Ha fatto rumore l'intervento di Giancarlo Lunardi al teatro del Popolo a Migliarino: chi c'era ha riportato che il presidente ha escluso varianti al piano del Parco finché resterà in carica. Ma lo si è descritto anche contrario a interventi sul piano di gestione. Ma così non è. Spiega che «il mio era un discorso complessivo: non usiamo il linguaggio in termini di conflitto, perché il rapporto con il Comune è positivo. Volevo solo invitare a non far saltare gli equilibri». Era venerdì sera. A Migliarino era stato organizzato un dibattito sul futuro del Parco, promosso dalle associazioni ambientaliste. Lunardi, invitato, era seduto tra il pubblico. E ha ascoltato gli interventi dei relatori e dei cittadini, che hanno sollevato «critiche contrastanti - ricorda Lunardi -: alcuni sostengono che in questi anni abbiamo bloccato lo sviluppo; altri che, al contrario, c'è stato troppo cemento». Sollecitato ad intervenire, Lunardi ha preso la parola e ha specificato che «il Parco ha saputo tutelare 25mila ettari e nello stesso tempo ha contribuito allo sviluppo sostenibile. Gli obiettivi sono stati in gran parte raggiunti, senza un metro cubo di cemento in più, perché abbiamo usato solo le strutture esistenti». Il presidente ha naturalmente ammesso dei limiti e commentato che «lo sviluppo ha bisogno di qualche aggiustamento»; ma sulle varianti richieste dal Comune di Pisa ha assunto una posizione che ai presenti è sembrata molto forte: «Se qualcuno vuole cambiare il piano del Parco, deve cambiare presidente, perché nel mio piano di mandato non sono previste varianti». Ieri Lunardi è tornato su quelle frasi: «La settimana scorsa avevo dichiarato al vostro giornale che modificare il piano del Parco è come modificare la Costituzione», come dire che la procedura è talmente delicata che bisogna pensarci bene prima di mettervi mano; ma sulle modifiche al piano di gestione era stato più possibilista. «Bene, - ha proseguito - a Migliarino non mi sembra di essermi allontanato da quella posizione: sono d'accordo con quello che ha proposto il Comune sul piano di mobilità pubblica all'interno del Parco e sul porto di Marina. E stiamo lavorando insieme sul piano di gestione: non scordiamo la soluzione trovata sul problema dei camper a Marina. Quindi consideriamo il tutto con uno sguardo d'insieme e non disegniamo guerre che non ci sono. Mi preme non creare precedenti: se accettiamo una modifica, poi la può invocare chiunque. Viareggio ha giocato d'anticipo, chiedendo addirittura di cambiare i confini». Insomma, con il pubblico Lunardi ha usato un tono più forte? «Tra i due tipi di critica, prevalevano quelle di quanti ci accusavano di "aver concesso troppo" rispetto a quelli che pensavano ci fossimo concentrati solo sulla tutela».
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