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PROBLEMI ANCHE NEGLI ASILI
Concesse 3 nuove sezioni sulle 19 richieste: 450 bimbi in attesa
F.F.
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PISA. Arrivano novità anche dal fronte della scuola dell'infanzia, da dove si aspettava la comunicazione degli organici: «L'organico confermato è quello dell'anno scorso, cioè 587 cattedre per la comune e 29 per il sostegno», comunica Maria Giuseppa Canuso della Cisl Scuola. «Per il prossimo anno scolastico sono state chieste 19 sezioni nuove, ma ne sono state concesse 3, di cui una nuova dal Ministero e due (Bientina e Calcinaia) assegnate in quanto due scuole della provincia avevano meno iscritti». «Gli alunni iscritti all'infanzia sono 8130 e dai conti fatti restano in lista d'attesa circa 450 bimbi, senza contare i bambini che quest'anno stanno frequentando le sezioni pagate dalla Regione Toscana che il Ministero ad oggi non riconosce nel sistema», continua Canuso. «I commenti si lasciano alle famiglie che, pur avendo iscritto i propri figli a scuola, ancora non sanno che futuro li aspetta e a chi affideranno i propri figli il prossimo anno». «Se si parte dal presupposto che gli insegnanti debbano essere un numero limitato e che le classi vadano programmate senza tener conto del numero degli iscritti, è chiaro che le scuole non saranno in grado di soddisfare le richieste dei genitori», commenta Rodolfo Sorrenti della Uil scuola che, insieme a tutte le organizzazioni del comparto, sta denunciando le criticità della scuola dell'infanzia e della scuola primaria. «Nell'incontro avuto all'Ufficio scolastico provinciale dello scorso 14 maggio siamo stati aggiornati sul tempo pieno», aggiunge Canuso. «I tempi pieni sono stati concessi a tutti gli istituti che avevano più di un corso avviato, vale a dire dove oltre alla prima classe erano già in vigore altre classi. Restano fuori solo gli istituti che hanno iniziato il tempo pieno nell'anno scolastico 2009-2010, cioè una decina». «In questo periodo stiamo ricevendo le lamentele di numerosi genitori preoccupati per il futuro scolastico dei loro figli», aggiunge Gabriella Bresci della Cgil. «È assurdo che famiglie che hanno scelto un modulo orario preciso, vengano a sapere ora che la sua attivazione non è sicura».
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