Il Tirreno

Pisa

Mense scolastiche, evadono i ricchi

Daniela Salvestroni

173 su 314 insolventi appartengono alla fascia massima Isee

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 PISA. Genitori che non pagano la mensa scolastica dei figli: succede anche a Pisa.  La Sepi ha calcolato che nel 2009 la morosità è stata di 154.528 euro, pari al 9,20%. Da una analisi effettuata a campione dalla direzione della pubblica istruzione del Comune è risultato che su 314 persone insolventi nel 2009, per un ammontare di 57.722 euro, 173 appartengono alla fascia Isee massima, ovvero alle famiglie più abbienti.  Lo stesso vale per l'anno precedente con 17 morosi "ricchi" su 37 esaminati, per un ammontare di 7.734 euro. L'assessore alle politiche socio-educative e scolastiche Maria Luisa Chiofalo dichiara che il numero dei morosi è alto, ma è un dato da approfondire, perché in alcuni casi può trattarsi di utenti che non hanno fatto domanda per le agevolazioni e sono finiti d'ufficio nella fascia massima Isee. Certamente ci sono i furbi che "si dimenticano" di pagare la refezione scolastica dei loro figli, ma anche famiglie che con la crisi hanno problemi ad arrivare alla fine del mese.  Infatti, il residuo per le mense è andato aumentando con l'unica eccezione del 2006: 52.774 euro nel 2005, 13.047 euro nel 2006, 65.124 euro nel 2007, 91.108 euro nel 2008 e 154.528 euro nel 2009. Mentre in altri comuni le fasce economiche Isee sono quattro, a Pisa, per mantenere un alto livello di accessibilità dei servizi, ne sono previste dieci: la prima fascia economica prevede un massimo di 5mila euro annui e l'ultima è a partire da 34 mila euro. Il costo del pasto nelle mense scolastiche va da zero, per gli esenti, a 5,50 euro, la quota massima.  «Il costo dei servizi per le famiglie e i dati sulle morosità - spiega l'assessore Chiofalo - raccontano le nostre scelte politiche e il sistema pisano. Massima accessibilità del servizio per numero e censo, un sistema più equo che porta però meno soldi nelle casse comunali. Le tariffe coprono parte del costo: il 55% di 2.477.818 euro per la refezione nelle scuole materne, elementari e medie nell'anno solare 2009, con il resto a carico dei cittadini che non usano il servizio. Per questo è necessario il massimo rigore sulle morosità con i controlli incrociati. Il sistema si mantiene se ogni cittadino fa la sua parte: i 154mila euro mancanti del 2009 corrispondono a una settimana di anticipo di mensa oppure a un'estate di campi solari, e i 222mila del 2005-2008 al salario di otto educatrici. È da approfondire il dato sulle morosità concentrate in fascia Isee massima, perché in alcuni casi potrebbe essere di esenti che non hanno fatto domanda di riduzione, rallentando peraltro i controlli».  La verifica effettuata su 121 pratiche su un totale di 190 relative alla refezione scolastica, agli asili nido e al trasporto scolastico al 31 dicembre 2009 ha portato alla scoperta di 19 casi falsi.  «I controlli saranno intensificati - dichiara l'assessore al bilancio Giovanni Viale - L'autocertificazione va bene, ma ci sono sempre i furbi che dichiarano cose non vere».  La Sepi è incaricata della riscossione di quanto è dovuto al Comune. «Quando la direzione della pubblica istruzione invia i flussi con i soggetti e gli importi dovuti - ha spiegato l'amministratore unico Claudio Grossi - la Sepi invia un avviso bonario indicando una scadenza condivisa con l'ufficio. Nell'ipotesi che il pagamento non venga effettuato nei termini indicati, viene inviato un sollecito con atto giudiziario aggiungendo un rimborso per le spese di notifica di 8 euro, con un termine di scadenza di 30 giorni. Se anche il sollecito non viene pagato, inizia la fase di riscossione coattiva e, a fronte di una corretta notifica del sollecito, Sepi invia un'ingiunzione di pagamento tramite il tribunale di Pisa, aggiungendo il rimborso delle spese di 15 euro, con una scadenza di 30 giorni. Il mancato pagamento dell'ingiunzione regolarmente notificata fa attivare le procedure di recupero forzoso che sono il preavviso/iscrizione di fermo del veicolo, il pignoramento e vendita del veicolo e il pignoramento conto terzi. Per gli insolventi è prevista anche la rateizzazione».

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