Il Tirreno

Pisa

Bond argentini, ultimi giorni per lo scambio

Antonio Scuglia
Una recente protesta dei risparmiatori per i cosiddetti tango bond
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Una recente protesta dei risparmiatori per i cosiddetti tango bond

Un centinaio i pisani interessati, per 10 milioni di euro totali

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 PISA. Un centinaio di famiglie pisane in questi giorni dovrà decidere - e non tutte sarebbero state avvertite dalle rispettive banche - se aderire all'offerta dell'Argentina per uno scambio di obbligazioni (con una riduzione del 66,3% del valore nominale investito). Infatti, l'Argentina cerca di rientrare nel mercato dei capitali e accedere quindi a prestiti favorevoli.  Il valore dei bond ora in discussione per i risparmiatori pisani si aggira intorno ai 10 milioni di euro.  Coloro che ancora hanno in mano le obbligazioni in default hanno solo due vie di uscita: valutare la nuova offerta o aspettare l'esito dell'arbitrato internazionale. Nel 2005 molti investitori pisani non accettarono infine le condizioni proposte da Buenos Aires: questa potrebbe quindi essere l'ultima opportunità di recuperare qualcosa dopo il crack del 2001.  L'offerta è partita lunedì 3 maggio e proseguirà fino al 7 giugno. In ogni caso va precisato che la nuova offerta di scambio non è migliorativa rispetto a quella del 2005 e chi vorrà aderire si troverà a dover decidere sulle due diverse opzioni, valutando con attenzione la durata, le caratteristiche e la liquidità delle obbligazioni offerte, in vista soprattutto della possibilità di poter vendere i nuovi bond senza aspettare una scadenza così lunga (2033-2038).  Chi ha aderito alla nuova offerta si dovrà impegnare a non rivendicare più alcuna pretesa nei confronti dell'Argentina, ma potrà mantenere il diritto di rivalersi sulla propria banca per una parte del danno conseguito, a seguito dell'incauto consiglio eventualmente ricevuto a suo tempo dalla stessa.  Analogo discorso per chi ha vertenze legali in atto: potrà aderire all'offerta senza rinunciare alla causa. Al contrario, chi avesse aderito alla procedura di arbitrato tramite Tfa presso l'Icsid, dovrà revocare la propria adesione prima di partecipare all'offerta dei nuovi titoli.  In questa situazione di incertezza l'associazione BabyConsumers consiglia comunque di non perdere la possibilità di far causa alla propria banca: occhio quindi ai termini di prescrizione, per molti prossimi ormai alla scadenza.  Il nuovo testo della lettera per interrompere la prescrizione è a disposizione presso la sede dell'associazione in via L. Gereschi 32 a Pisa (telefono 050.0988237, cellulare 347.3446256, www.babyconsumers.it)

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