Sicurezza
Un nuovo forno Float e lavveniristica linea Coater che produrrà vetri a risparmio energetico
S. Gobain investe 93 milioni
Giovanni Parlato
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Da sinistra il direttore Puncioni e lad Scotti La fabbrica pisana diventerà il polo d'eccellenza
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PISA. Solo un anno fa lo tsunami della crisi internazionale si abbatteva sull'economia facendo temere il peggio. La Saint-Gobain rivedeva il suo piano industriale ricorrendo alla cassa integrazione, mentre in strada scoppiava la protesta. La storica fabbrica pisana del vetro era sull'orlo di una grave crisi. Invece ora il vertice dell'azienda annuncia un investimento di 93 milioni di euro e un probabile incremento del personale. Si guarda al futuro e a Pisa come polo tecnologico d'eccellenza in Europa. Il piano di sviluppo industriale dello stabilimento di Pisa è stato presentato da Gianni Scotti, delegato generale della Saint-Gobain Italia. Insieme a lui, altri manager tra cui Giampaolo Puncioni, nuovo direttore di Saint-Gobain Glass Italia (appunto, la fabbrica di Pisa). Sintetizzando, la direzione parigina scommette sulle nuove frontiere in cui la produzione sarà sempre più compatibile e rispettosa dell'ambiente. La scelta dei governi europei e degli stessi Usa va verso questa direzione e Saint-Gobain vuole trovarsi in anticipo con quelle che saranno le richieste del mercato. In questo scacchiere, Pisa è strategica per l'Europa. «Una grande scommessa grazie a un piano ardito e alla capacità delle maestranze», ha rilevato Gianni Scotti che ha aggiunto: «Guardiamo con forte interesse alle nuove produzioni e a prodotti innovativi come la produzione di pannelli fotovoltaici, di vetri per l'isolamento termico sia caldo che freddo, di vetri autopulenti e che si oscurano col tocco di un dito». Questi prodotti innovativi sono destinati a fare parte delle nuove abitazioni così come delle nuove automobili. Un mercato dal fatturato da capogiro in cui chi prima parte prima conquista una fetta importante. A Pisa, si aspetta che riparta, fra circa un anno, il nuovo forno Float e poco dopo una nuova catena di produzione: la linea Coater. Quest'ultima potrà vedere la luce perché «va in pensione un vecchio macinino come la linea dei vetri stampati che non ha più mercato per aprire all'innovazione», ha spiegato ancora il manager Gianni Scotti. Ed è proprio in questo passaggio che si gioca il futuro della fabbrica pisana. Infatti, tutti i 150 operai impiegati nel Float e negli stampati da gennaio prossimo saranno riqualificati al fine di poter lavorare sia nel nuovo Float che nella linea Coater. Quindi, anche se una linea chiude non si va verso alcun licenziamento «anzi contiamo di incrementare l'occupazione di 20-25 unità», ha detto Scotti facendo capire che queste ultime assunzioni dovrebbero essere fra gli attuali part-time o a tempo determinato, in pratica si stabilizzeranno quegli operai che, attualmente, sono con un piede dentro e un piede fuori. Il delegato generale della Saint-Gobain Italia ha ripercorso con orgoglio i passi principali della storia della fabbrica pisana nata nel 1889. Durante la guerra, ben 56 operai restarono sotto le bombe nel 1943 e la fabbrica venne distrutta per poi essere ricostruita. Sul possibile sfruttamento del canale dei Navicelli come via d'acqua, Scotti è rimasto sul vago. Scelte ancora da valutare. Il direttore dello stabilimento, Giampaolo Puncioni, ha parlato del ciclo produttivo. A Pisa saranno lavorate le materie prime e uscirà il prodotto finito. Il Float partirà tra marzo e maggio del 2011 e la linea Coater a giugno. I due sistemi saranno integrati. «Il forno - ha spiegato il direttore - fornisce il vetro e il Coater lo trasforma e lo valorizza in prodotti perfomanti, capaci di rispondere alla moderna edilizia in termini di risparmio energetico». E proprio nella metà del prossimo anno si prevede una ripresa dell'economia internazionale con la fabbrica pisana in grado di rispondere agli ordini e stabilizzarsi sul mercato.
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