Sicurezza
Giudice di pace. La sanzione è stata annullata su ricorso del sacerdote: si trattava di un caso di effettiva urgenza
Multato mentre dà l'estrema unzione
Antonio Scuglia
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Linterno di unaula giudiziaria Aveva lasciato l'auto in divieto per confortare un parrocchiano gravemente malato
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PISA. Chiamato d'urgenza al capezzale di un malato grave per somministrargli l'estrema unzione, il sacerdote, quando è uscito per fare ritorno alla propria parrocchia, ha trovato la spiacevole sorpresa di un fogliettino rosa sul parabrezza della sua autovettura. Il fatto è successo a Vecchiano nel dicembre scorso e chi ha firmato la multa, la polizia municipale, aveva ragione: il vigile vede un veicolo parcheggiato sul marciapiede e agisce di conseguenza, mica può sapere di chi sia e perché sia stato lasciato lì. Una volta chiariti i fatti, però, il parroco ha pensato che il Comune avrebbe compreso le sue ragioni e avrebbe ritirato di buon grado la multa. Cosa che invece non si è avverata. Di qui la decisione di contestare la sanzione davanti al giudice di pace: il dottor Mario Casella (sentenza 1248/2010) gli ha dato ragione benché la controparte chiedesse «il rigetto del ricorso per correttezza del verbale». Scrive il giudice: «Non sussistono dubbi sulla correttezza dell'elevazione della sanzione da parte della polizia municipale di Vecchiano, ma è da prendere in considerazione la ragione espressa dal ricorrente. Lo stesso è ministro del culto ed ha affermato di essere stato chiamato con urgenza, data l'assenza del parroco locale, per assistere un malato grave. Tale ragione, di cui non vi è modo di dubitare, può senz'altro farsi ricadere nelle ipotesi previste dall'articolo 4 della legge 689/1981, perché l'urgenza di prestare conforto morale a persona gravemente ammalata è scriminante probante».
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