Il Tirreno

Pisa

I pescatori in apnea ricorrono al Tar contro i divieti alla Meloria

Donatella Lascar
Un momento dell’assemblea
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Un momento dell’assemblea

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 PISA. I pescatori in apnea (nella foto un momento dell'assemblea) hanno deciso di opporsi «all'ennesima discriminazione subìta» dopo l'istituzione dell'area protetta Secche della Meloria. Infatti, in nessuna delle due aree immediatamente adiacenti alla fascia A divenuta riserva integrale, è possibile praticare la pesca in apnea. La tutela dei diritti dei pescatori in apnea, quindi, per la prima volta passa attraverso un ricorso al Tar. Il caso è seguito dallo studio Bonelli Erede Pappalardo.  A tale scopo il 12 maggio a Pisa si è costituita l'Associazione Ambiente Meloria Pesca in Apnea che con il tesseramento sosterrà economicamente questa iniziativa. Le 2100 firme raccolte inizialmente con l'idea di promuovere una petizione sono andate a sostegno del ricorso al Tar.  Nel caso in cui la magistratura amministrativa conceda la sospensiva, la Meloria potrà essere nuovamente accessibile ai pescatori in apnea.  «Non riusciamo a comprendere la discriminazione di cui siamo oggetto - afferma Paolo Albelli, presidente della neonata associazione -. Il nostro rapporto con il mare è fatto di profondo rispetto sia nei confronti dell'ambiente nel quale ci immergiamo che nei riguardi delle prede. La nostra è una disciplina portata per sua natura ad effettuare una scelta consapevole nei confronti dei pesci da prelevare. Chi si avvicina a questo sport, infatti, deve condurre un'esistenza da atleta dove i limiti sono la prima cosa da conoscere».

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