Attenzione
«Sogno una città capitale mondiale del web»
Carlo Venturini
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Due momenti della presentazione del libro di Michele Vianello: Ve 2.0, edito da Marsilio Il sindaco cerca alleati per organizzare un mega evento
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PISA. «Voglio organizzare a Pisa un evento mondiale sulle tecnologie internet, una sorta di chiamata delle migliori menti ed esperienze nel settore informatico». Lo ha detto il sindaco Marco Filippeschi alla presentazione del libro di Michele Vianello, direttore del Vega Parco Scientifico Tecnologico di Venezia. Il volume s'intitola "Ve 2.0" ed è edito da Marsilio. «Per fare un evento del genere - continua Filippeschi - cercherò di coinvolgere il governatore della Toscana Enrico Rossi. Poi ci sarà bisogno di alleati non solo pubblici, ma anche privati nonché delle associazioni di categoria». Il perché di questa idea lo spiega lo stesso Filippeschi. «Abbiamo bisogno di recuperare una caratterizzazione che è nel nostro Dna - precisa il primo cittadino - cioè quella di essere stata la città che ha dato i natali all'informatica, al primo computer, alle prime reti di connessione informatica grazie al Cnr ed all'Università». «Il solo Dna - osserva Filippeschi - non basta però a far partire una iniziativa del genere, perché a monte ci deve essere una vera e propria rivoluzione culturale che attraversa la politica e la pubblica amministrazione tutta, una rivoluzione che veda la stessa amministrazione come protagonista dell'innovazione». Il sindaco di Pisa cerca dunque una forte sponda a questa iniziativa, una sorta di San Rossore dell'hi tech e dell'informatica, cosa che manca, in effetti, a Pisa, città con tre sedi universitarie di grande importanza che riforniscono di risorse umane un ricco tessuto imprenditoriale del terziario avanzato. Accanto a Filippeschi, non a caso c'erano Maria Cristina Farioli, direttore dello sviluppo di Ibm, e Andrea Di Benedetto, presidente nazionale dei giovani della Cna. E proprio Di Benedetto ha aggiunto: «A Pisa abbiamo un ricchissimo reticolo di piccole e medie aziende che operano nel campo dell'informatica, ma a volte ci troviamo di fronte ad inadeguatezze di sistema molto forti, come quelle della brevettazione che in Italia è ancora ferma ai primi del Novecento». Le parole del sindaco sono state riprese da Farioli che ha spiegato: «Il problema delle amministrazioni pubbliche non è la tecnologia, ma la cultura della condivisione delle informazioni, una condivisione che deve essere del tutto orizzontale. Questo può essere fatto partendo dalle piccole realtà come le smarter town italiane che si distinguono dai grandi agglomerati urbani americani». «La conoscenza - ha detto Vianello, l'autore del libro - è un fatto collettivo ed internet, le piattaforme di software di oggi sono il miglior modo per condividere esperienze ed informazioni, informazioni che migliorano la vita ed il prodotto interno lordo. Quando avevo sei anni, mio padre mi regalò un'enciclopedia, oggi si dovrebbe regalare a tutti l'accesso a Wikipedia».
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