Lutto
La soluzione? Selezioniamo l'accesso
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Lavvocato Menzione La camera penale: troppi laureati confluiscono nella professione
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PISA. Per il presidente della camera penale i motivi del calo dei redditi stanno nella crisi e nel libero accesso alla professione. «A parte il mancato pagamento delle parcelle, che c'è sempre stato - spiega Ezio Menzione - non è diminuito il numero dei clienti in genere o dei rei, ma ad esempio le inchieste: a Pisa, rispetto a Lucca o Firenze o anche al passato, se ne fanno meno. E poi sono diminuite le cause civili: in periodo di crisi si promuovono meno certe azioni, le piccole aziende fanno a meno dei civilisti, "liberando" colleghi che si improvvisano penalisti con conseguenze visibili, scarsa qualità, scelta di riti alternativi anche quando è controproducente, tariffe assolutamente stracciate. E poi c'è l'accesso alla professione. Dovrebbe essere più selettivo, puntare sulla qualità (e a Pisa è già alta), con corsi di formazione, che noi facciamo, e poi con gli albi di specializzazione, ad esempio per familiaristi e matrimonialisti. Numero chiuso? Anche, chissà? Il boom degli avvocati è dovuto anche alla chiusura dell'accesso nella pubblica amministrazione e nei servizi privatistici. Prima la laurea in giurisprudenza era un passaporto per concorsi in enti locali o impieghi in banca e nelle aziende. Passata quell'era, i laureati approdano tutti negli studi legali. Il processo breve darebbe la mazzata finale alla professione? Non so: intanto credo che non si farà più perché sono caduti i presupposti e poi si tratterebbe di un processo sommario, in cui si sceglierebbero riti alternativi anche quando sarebbe meglio evitarli e si svilirebbero le prove. Il dibattimento ha bisogno del suo spazio: dovrebbero andare più spedite le indagini». C.V.
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