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La richiesta del preside Augello: «Ora ci sono i soldi per assumere»

Giovanni Parlato
La richiesta del preside Augello: «Ora ci sono i soldi per assumere»

«Ora che la manovra del prepensionamento incentivato è stata conclusa ed ha dato buoni risultati, possiamo procedere al piano di assunzioni», ha detto ieri, in Senato Accademico, il preside di Economia, Massimo Augello

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PISA. «Ora che la manovra del prepensionamento incentivato è stata conclusa ed ha dato buoni risultati, possiamo procedere al piano di assunzioni», ha detto ieri, in Senato Accademico, il preside di Economia, Massimo Augello.

«Non c'è fretta», è stata la risposta del rettore Marco Pasquali. Tutto questo, mentre in strada, davanti al rettorato stava manifestando un numeroso gruppo degli 89 stabilizzandi tecnici amministrativi in attesa di essere assunti definitivamente. Un'assunzione che, in base alla legge 133, mette in moto altri 68 posti per ricercatore da bandire tramite concorso. Il preside Augello è fra gli ideatori della manovra di prepensionamento incentivato dei docenti per liberare risorse economiche da impegnare nel ricambio generazionale.

La scelta di andare o no in pensione, in un primo momento, come aveva deciso lo stesso Senato Accademico, considerava tutte e tre le fasce di docenti: ordinari, associati e ricercatori. Strada facendo, i ricercatori con 40 anni di contributi sono stati mandati coattivamente in pensione col risultato che una parte ha accettato avendo in cambio un eventuale contratto di lavoro e un'altra parte sta valutando se rivolgersi al Tar per la sospensione del provvedimento. Il rettore aveva fatto sapere che un ricorso in sede giudiziale avrebbe congelato le assunzioni poiché il quadro delle risorse non sarebbe stato chiaro come in partenza. «Ho fatto presente al rettore - afferma il preside di Economia - che la manovra di assunzione, conti alla mano, non viene inficiata dall'eventuale ricorso al Tar dei ricercatori. Dopo la manovra dei prepensionamenti, ora l'operazione va conclusa. I passaggi sono diversi e dobbiamo muoverci. Come primo passo, il prof. Luigi Murri, in qualità di presidente, deve nuovamente riunire la commissione sviluppo e in secondo luogo va organizzata la ripartizione dei posti».

Su questo tema, il rettore prende tempo come sulle elezioni. Tanto che nessuna parola è stata spesa sulla lettera del decano di Medicina, Giovanni Ronca, che dichiara un ostruzionismo sul suo ruolo. Ora spetterà al decano Roberto Tartarelli della facoltà di Ingegneria (che prende il posto del dimissionario Filiberto Loreti) a decidere cosa fare. Intanto, sulla rottamazione dei ricercatori alcuni presidi hanno fatto presente che il Senato Accademico non aveva discusso le motivazioni del provvedimento come, invece, si legge sul decreto rettoriale che accompagna la lettera ai ricercatori di fine rapporto.

E su questo punto, il prof. Vittorio Tellarini, ex preside di Veterinaria, sta facendo circolare tra colleghi, una lettera di protesta contro la presunta "inutilità" dei ricercatori. Infine, la lista Sinistra Per ha chiesto e ottenuto la convocazione di un Senato Accademico straordinario, da tenersi o alla fine di maggio o all'inizio di giugno, sulla riforma universitaria del ministro Gelmini. Sarà un'occasione importante conoscere i punti principali del decreto e cosa ne pensa lo stesso Senato.

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