Il dolore
«L'università rispetti l'accordo»
G.P.
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Striscione di protesta degli stabilizzandi davanti al rettorato Protesta degli stabilizzandi davanti al rettorato
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PISA. Ieri mattina alle 10.30 hanno manifestato davanti al rettorato gli stabilizzandi tecnici amministrativi ancora in attesa di un posto di lavoro a tempo indeterminato. Una delegazione ha consegnato al rettore e al Senato Accademico, in riunione, un appello firmato da 971 colleghi in cui si chiede il rispetto degli accordi firmati il 21 luglio 2009 presso la direzione provinciale del lavoro di Pisa che prevedeva l'assunzione di tutti i tecnici amministrativi inseriti nelle graduatorie di stabilizzazione. La protesta davanti al rettorato ha coinvolto anche i passanti e gli automobilisti cui sono stati consegnati i manifestini con il contenuto della protesta. Sulla facciata di Palazzo alla Giornata erano affissi gli striscioni con scritto: "Magnifico rettore = magnifica ingiustizia". E poi: "Vittime di un ateneo senza onore". Sulle spallette di fronte al rettorato erano stati affissi 89 manifestini con tutti i nomi degli 89 precari da assumere. E ai passanti come agli automobilisti sono stati consegnati i manifestini di protesta. «Noi continueremo nella nostra battaglia allo scopo che siano realizzati gli accordi presi alla direzione provinciale del lavoro», hanno sostenuto Daniela Frediani, Simone Kovatz e Valerio Palla che aggiungono: «Noi siamo a favore di una soluzione in tempi rapidi, entro la fine dell'anno anche perché se la situazione non si sbloccherà entro il 31 dicembre 2010 i nostri contratti scadranno e ci troveremo in mezzo alla strada. Chiaramente però se non vedremo nessuna alternativa saremmo costretti ad un'azione legale che richiede tempi più lunghi perché di fronte a questo immobilismo non abbiamo altra scelta. Sono dieci anni che lavoriamo negli uffici dell'università e se l'università stessa nega gli impegni presi, vuol dire che nega se stessa». Gli stabilizzandi procederanno a sensibilizzare non solo i cittadini, ma anche le istituzioni su quello che è il loro problema. Infatti, gli stabilizzandi cercheranno di coinvolgere nella loro protesta anche gli enti locali come il Comune e la Provincia. «Siamo 89 persone - concludono - che lavorano tutte a Pisa e la maggior parte è pisana. Siamo una fonte di ricchezza per questa città e anche gli enti locali dovrebbero prendere posizione su quelli che sono i nostri diritti». Sul caso degli stabilizzandi interviene Daniela Fabbrini, segretario generale della Cgil-Flc di Pisa sostenendo le loro rivendicazioni. «Queste richieste - scrive Fabbrini - vanno nella stessa direzione del reclutamento dei giovani ricercatori, in una visione che tiene conto delle esigenze di tutte le componenti e dei bisogni di nuovo reclutamento dell'ateneo». La Cgil Flc ritiene che l'Università «debba ottemperare agli impegni presi procedendo subito alle assunzioni delle 89 persone».
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