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Pisa

Piange e diventa cianotico Ecco Nina, il neonato robotico

Gianni Parrini
Piange e diventa cianotico Ecco Nina, il neonato robotico

È nato il primo baby-robot della storia. Altro che Cicciobello: qui si fa sul serio...

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PISA. Si chiama Nina ed è il primo neonato robotico della storia. Niente a che vedere con i vari bambolotti-bebè o i Cicciobello che generazioni e generazioni di bambine hanno cullato e coccolato per gioco. Qui si fa sul serio, coniugando esigenze sanitarie e formative, ricerca avanzata e competenze ospedaliere.

Nina, infatti, è un simulatore interattivo di ultimissima generazione denominato SimNewB: lungo 53 centimetri per 3 chili di peso, è in grado di riprodurre molte delle funzioni vitali di un pargolo nato in condizioni critiche. Piange, diventa cianotico ed ha convulsioni ed aritmie esattamente come i piccoli venuti al mondo prematuri.


Nasce a Pisa, nell'azienda ospedaliera pisana (Aoup) e precisamente presso il Centro di formazione e simulazione neonatale, che da tempo punta sull'innovazione tecnologica. L'utilizzo di Nina consente a medici, ostetriche e infermieri di imparare a eseguire correttamente le manovre di rianimazione e stabilizzazione, e permette di esercitarsi in maniera appropriata con la ventilazione meccanica.

«È un sistema per dare al personale l'opportunità di migliorare la propria esperienza - spiega il professor Antonio Boldrini, direttore dell'Unità Operativa di Neonatologia - In questo modo non corriamo il rischio di trovarci impreparati nelle situazioni reali». Gli interventi svolti sul bebè hi-tech vengono ripresi da alcune telecamere e successivamente proiettati e discussi collegialmente per correggere gli eventuali errori commessi durante l'esercitazione.

A ciascuna sessione partecipano nove discenti, tre per ogni istruttore. Dunque, un approccio didattico innovativo, senza rischi e soprattutto indispensabile, come si evince dando un'occhiata ai dati: il 5-6% dei neonati necessita di un intervento rianimatorio a diversi livelli in sala parto, e la percentuale sale fino all'80% se si prendono in considerazione quelli con peso inferiore a 1.500 grammi. Ogni neonatologo, quindi, deve saper svolgere correttamente le manovre salvavita e deve farlo sul filo dei secondi perché la tempestività è un fattore decisivo nel determinare la prognosi di un neonato critico.

«Nina non è un progetto, ma una realtà consolidata», racconta il dottor Armando Cuttano, direttore del Centro, al cui interno è stata realizzata una struttura del tutto simile a un'isola neonatale ospedaliera, attigua alla terapia intensiva vera e propria per i bambini appena nati. Ci sono poi una stanza di regia da cui si controllano le azioni e reazioni del robot, una sala plenaria monitorata in audio e video e un ambiente raccolto per i debrifing delle esercitazioni. L'utilizzo di Nina, dunque, ha portato un cambiamento totale nella mentalità della didattica e nell'organizzazione del lavoro, abbinando la teoria alla pratica, e facendo del centro pisano una realtà unica in Italia.

Intanto è cominciato ieri e proseguirà oggi il primo corso di formazione per la rianimazione primaria e la stabilizzazione neonatale d’urgenza, riservato a medici del pronto soccorso e del 118 del territorio di Area Vasta, all’interno del Centro di formazione e simulazione neonatale avanzata “Nina”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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