Sicurezza
Padre perseguita il figlio: alla sbarra
Davanti al giudice ex docente accusato di molestie continuate
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PISA. «Macché cartoni animati. Ti faccio vedere io un bel film, dove bruciano gli ebrei». Oppure: «Vieni, il nonno ti fa un regalo». E il nonno infila un biglietto da venti euro nelle mutandine della bambina di due anni. Oppure ancora una telefonata lasciata nella segreteria di casa del figlio, che avrebbe potuto ascoltare anche la bambina se avesse premuto il tasto per ascoltare i messaggi: «Ti aspetto sulle porte dell'inferno per p...ti in bocca». Insomma una vera e propria sequela di insulti, andata avanti nel tempo, nei confronti del figlio e della nuora, definita perfino al pranzo di nozze, fra altre considerazioni non proprio edificanti che tralasciamo, assolutamente non all'altezza di suo figlio. Per molestie e disturbo delle persone, articolo 660 del codice penale, è stato chiamato a rispondere ieri mattina in tribunale, davanti al giudice monocratico Luca Salutini, un ex insegnante pisano di 74 anni. Il reato ipotizzato è quello di molestie, perché al momento in cui figlio e nuora (esasperati dalle sue presunte persecuzioni e soprattutto dall'ingerenza nell'educazione della loro bambina, che oggi ha sette anni) presentarono querela, non era ancora contemplato lo stalking. Altrimenti il nonno petulante sarebbe stato citato per questo. Il dibattimento, apertosi ieri con la testimonianza del figlio e di alcuni testimoni, è stato aggiornato a fine settembre per l'ascolto dell'imputato. L'uomo è difeso dall'avvocato Lucia Cristaudo, figlio e nuora si sono costituiti parte civile tutelati dall'avvocato Stefano Di Maio. Nel racconto del figlio - che si è concentrato sulle persecuzioni più fitte, messe in atto fra il 2003 ed il 2006, anno della querela, ma, stando alla versione delle presunte vittime, mai finite - è apparso una specie di fiction dell'orrore. Con questo nonno che avrebbe cercato di investirli, sarebbe andato ad attendere per ore nuora e nipotina davanti alla scuola di danza della bambina, li avrebbe tempestati di mail sul pc, messaggi sul telefonino e sulla segreteria di casa, lettere e pressioni continue. L'ex insegnante sarebbe perfino arrivato a presentare due ricorsi davanti al tribunale dei minori di Firenze perché non gli facevano vedere la bimba, ricorsi che però si sarebbero rivolti contro di lui con due provvedimenti del tribunale stesso e della corte d'appello di Firenze, in cui viene vietato, «per il bene della bambina» qualsiasi contatto con il nonno. Il figlio dell'uomo, bancario, ha spiegato come il padre avesse cercato di danneggiarlo con illazioni perfino nell'ambiente di lavoro, degli appostamenti sotto la scuola di danza, delle volgarità lasciate in segreteria, di una lettera spedita a lui e alla sua famiglia a dicembre scorso, giunta per Natale e indirizzata ad altri 15 destinatari, fra cui parenti ed il tribunale dei minori di Firenze. Fra le chicche, agli atti, una «lettera pensiero» sulle donne in genere, in cui tutte, indistintamente, vengono accostate all'amore prezzolato. C.V.
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