Il Tirreno

Pisa

ATTESA VANA

Il pm diffida i suoi periti

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 PISA. Ad un anno dalla morte di una donna, avvenuta presso l'unità operativa di chirurgia generale del Santa Chiara, si attende ancora la risposta dei periti sull'autopsia, che risale al 16 maggio del 2009. Contro i suoi stessi periti, fra gennaio ed aprile, la procura aveva fatto scattare una diffida, ma i consulenti avevano risposto, lo scorso aprile, di aver necessità di altre indagini.  Il caso è quello dell'avvocatessa siciliana Margherita Giacomazzi, morta a 42 anni in terapia intensiva il 10 maggio del 2009, dopo essere stata sottoposta ad un intervento per un carcinoma alla tiroide due giorni prima, l'8: per questa vicenda sono sotto inchiesta sette medici del Santa Chiara. Gli avvocati difensori della famiglia, Giovanni Capria di Pisa e Giovanni Di Benedetto, del foro di Palermo, a gennaio e ad aprile del 2010 hanno presentato richieste formali di sollecito alla procura perché avvenisse il deposito della consulenza. I due periti del pm Miriam Pamela Romano, la dottoressa Mirella Ghelardi, della medicina legale di Pisa, e il professor Graziano Pisano, direttore dell'unità operativa di chirurgia toracica dell'Ospedale Maggiore di Crema, il primo aprile scorso avevano replicato che «a completamento delle indagini» era «opportuno procedere al dosaggio di alcune frazioni ematiche su un campione di siero prelevato in corso di degenza ospedaliera» presso l'Ospedale Luigi Sacco di Milano, con la consulenza del professor Marco Cicardi.

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