Il Tirreno

Pisa

Scuole in difficoltà per i tagli del ministero. I dirigenti ribattono: stipendi in ritardo, ma garantiti

Fai supplenze? Non sai sei ti pagheranno

Francesca Ferretti
Maria Giuseppa Canuso segretaria della Cisl scuola A sinistra una manifestazione di studenti contro i tagli del ministero dell’Istruzione
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Maria Giuseppa Canuso segretaria della Cisl scuola A sinistra una manifestazione di studenti contro i tagli del ministero dell’Istruzione

Appello della Cisl ai docenti non di ruolo: fate un'azione legale contro i presidi

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 PISA. In cattedra senza essere pagati: sono alcune centinaia i docenti che, dopo aver assunto incarichi di supplenze brevi, hanno denunciato al sindacato Cisl scuola il mancato pagamento del periodo lavorativo. «Una situazione di questo tipo non è più sopportabile - dice Maria Giuseppa Canuso, segretaria generale della Cisl scuola di Pisa - Consigliamo ai supplenti di fare un'azione legale».  «Nei nostri uffici - prosegue - assistiamo a un via vai di supplenti che raccontano di essere stati chiamati dalle segreterie degli istituti con la solita formula di reclutamento: "Venga a far supplenza, ma non sappiamo se e quando la pagheremo". Questa è una vera e propria umiliazione e siamo pronti a una battaglia legale contro i dirigenti scolastici».  Secondo l'avvocato Giacomo Orsucci, membro del direttivo della Cisl scuola di Pisa, sono almeno sei istituti su dieci a usare questa prassi e le ultime buste paga sono state liquidate con i fondi ministeriali che sono arrivati a dicembre. «Quei fondi, secondo il ministero - riprende Maria Giuseppa Canuso - avrebbero dovuto essere sufficienti per coprire le supplenze per tutto l'anno scolastico. Tuttavia, con una circolare inviata il 10 marzo, il ministero informava i dirigenti scolastici di voler avviare, per il resto dell'anno, una sorta di monitoraggio degli impegni di spesa assunti dagli istituti per le supplenze brevi, garantendo l'invio di nuove somme a quelle direzioni che avrebbero comunicato e dimostrato che il denaro messo a disposizione in precedenza si era rivelato insufficiente».  Eppure, alcuni dirigenti scolastici, «nel far firmare il contratto di assunzione (anche solo per qualche giorno) dei supplenti, chiedono loro di accettare per scritto che non è possibile sapere se e quando saranno pagati». O almeno chiedevano. «Questa prassi - dice Canuso - per fortuna siamo riusciti a stroncarla».  Quanti arretrati non sono stati pagati? «Calcolo difficile. La paga oraria di un docente della scuola dell'infanzia che non ha ancora totalizzato più di 360 giorni di presenza a scuola è di poco più di 12 euro, che salgono a 12,5 per una docente della scuola primaria con pari esperienza, e ai 17,8 per un docente di scuola media o di un liceo. Provate voi a moltiplicare queste cifre per mesi di lezione. E alcune centinaia di docenti».  In due casi - commentano i sindacalisti Cisl - abbiamo avviato una intimazione di pagamento e messa in mora. In altri cinque è stato sufficiente una nostra telefonata per risolvere la questione: i soldi, evidentemente, sono stati trovati, se il supplente è stato prontamente pagato.  Da parte loro, i presidi di alcuni istituti superiori pisani da noi contattati, pur denunciando le criticità finanziarie in cui sono costretti a gestire le loro scuole, dicono di essere riusciti fino adesso a pagare i supplenti: «Tutti gli istituti sono in grave difficoltà e spesso i dirigenti scolastici devono ricorrere a fondi alternativi per coprire il fabbisogno esistente», dichiara Cristina Cosci, preside dell'istituto Fermi di Pontedera e coordinatrice del Codisco, il Coordinamento dei dirigenti scolastici di Pisa. «Per far fronte alle spese di supplenza, spesso le scuole hanno dovuto mettere mano al budget a disposizione per le spese di funzionamento, destinate all'acquisto della carta e del materiale per la didattica e per gli uffici. I fondi del ministero sono davvero pochi e siamo in difficoltà a pagare anche le ore eccedenti del personale interno e i revisori dei conti».

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