Sicurezza
«Uno choc, ma siamo andati avanti»
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Il locale Off Side di Ospedaletto quando venne messo sotto sequestro nel mese di febbraio scorsoLa reazione dei poliziotti alla scoperta che due colleghi erano coinvolti
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PISA. Imbarazzo in Questura. Non capita certo tutti i giorni di comunicare ai giornalisti una notizia in cui fra gli arrestati ci sono anche due colleghi. «Uno choc, ma siamo andati avanti», dice un agente. I poliziotti stavano indagando su night-club e presunti giri di prostituzione. E mentre l'inchiesta va avanti, salta fuori che sarebbero implicati due poliziotti in servizio.
L'amara scoperta viene comunicata al pubblico ministero Flavia Alemi che coordina le indagini. Collaborano anche gli agenti della giudiziaria della polizia di Stato. Un ristretto numero di poliziotti prosegue l'inchiesta con molta discrezione e altrettanta professionalità. Il questore Raffaele Micillo, come diciamo in questa stessa pagina, antepone a tutto il bene della comunità senza farsi condizionare. E così fanno i suoi uomini col risultato finale di otto arresti (fra cui un noto imprenditore pisano con l'attività a Ospedaletto) e quattro denunce. L'inchiesta è mirata sul locale di Ospedaletto "Off Side". La svolta avviene a metà febbraio quando scatta il sequestro. La polizia aveva capito qual era l'attività. Nei privé si consumavano le prestazioni al costo di 50 euro ogni dieci minuti per intrattenersi con una rumena fra i 20 e i 25 anni. Era stata la consumazione maggiorata segnata sull'agenda al banco del bar o sul conto al tavolino a fare scattare il sospetto che, dietro quei conti salati, ci fosse ben altro che uno spumante o un whisky. Dapprima la polizia aveva denunciato il proprietario, un livornese di 45 anni per «aver gestito abusivamente un esercizio di pubblico intrattenimento e spettacolo, sprovvisto di licenza». Ma nel tempo, dopo essere venuti in possesso di ulteriori elementi, sono scattati gli arresti per il proprietario e i due gestori (anche questi livornesi). Agli arresti anche un albanese e una giovane donna per spaccio di stupefacenti. Nei guai anche un imprenditore pisano. Al momento in cui ieri l'altro sono scattati gli arresti, hanno partecipato anche gli esperti della polizia postale che dovranno visionare i file con informazioni sulle giovani ragazze rumene. Si sospetta che queste ragazze siano state vittime dello sfruttamento della prostituzione anche in altri locali della Toscana e della Lombardia. Nei computer potrebbero anche esserci utili informazioni che potrebbero ricondurre ai pagamenti delle prestazioni sessuali. Intanto, domani, il giudice delle indagini preliminari, Pietro Murano, procederà ai vari interrogatori di garanzia che dovranno confermare o meno le misure cautelari decise dal pubblico ministero. Un poliziotto è rinchiuso al carcere don Bosco, mentre l'altro è ai domiciliari. Giovanni Parlato ALTRO SERVIZIO a pag. 11
L'amara scoperta viene comunicata al pubblico ministero Flavia Alemi che coordina le indagini. Collaborano anche gli agenti della giudiziaria della polizia di Stato. Un ristretto numero di poliziotti prosegue l'inchiesta con molta discrezione e altrettanta professionalità. Il questore Raffaele Micillo, come diciamo in questa stessa pagina, antepone a tutto il bene della comunità senza farsi condizionare. E così fanno i suoi uomini col risultato finale di otto arresti (fra cui un noto imprenditore pisano con l'attività a Ospedaletto) e quattro denunce. L'inchiesta è mirata sul locale di Ospedaletto "Off Side". La svolta avviene a metà febbraio quando scatta il sequestro. La polizia aveva capito qual era l'attività. Nei privé si consumavano le prestazioni al costo di 50 euro ogni dieci minuti per intrattenersi con una rumena fra i 20 e i 25 anni. Era stata la consumazione maggiorata segnata sull'agenda al banco del bar o sul conto al tavolino a fare scattare il sospetto che, dietro quei conti salati, ci fosse ben altro che uno spumante o un whisky. Dapprima la polizia aveva denunciato il proprietario, un livornese di 45 anni per «aver gestito abusivamente un esercizio di pubblico intrattenimento e spettacolo, sprovvisto di licenza». Ma nel tempo, dopo essere venuti in possesso di ulteriori elementi, sono scattati gli arresti per il proprietario e i due gestori (anche questi livornesi). Agli arresti anche un albanese e una giovane donna per spaccio di stupefacenti. Nei guai anche un imprenditore pisano. Al momento in cui ieri l'altro sono scattati gli arresti, hanno partecipato anche gli esperti della polizia postale che dovranno visionare i file con informazioni sulle giovani ragazze rumene. Si sospetta che queste ragazze siano state vittime dello sfruttamento della prostituzione anche in altri locali della Toscana e della Lombardia. Nei computer potrebbero anche esserci utili informazioni che potrebbero ricondurre ai pagamenti delle prestazioni sessuali. Intanto, domani, il giudice delle indagini preliminari, Pietro Murano, procederà ai vari interrogatori di garanzia che dovranno confermare o meno le misure cautelari decise dal pubblico ministero. Un poliziotto è rinchiuso al carcere don Bosco, mentre l'altro è ai domiciliari. Giovanni Parlato ALTRO SERVIZIO a pag. 11
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