Gioco
Il rinvio delle elezioni piace sempre meno Il fronte si incrina
Gianluca Campanella
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Il prof. Marco Pasquali rettore dell’ateneo pisanoAnche chi aveva proposto le elezioni ora pone una scadenza: «Se a settembre si capisse che i tempi a Roma sono lunghi, sarei la prima a chiedere le elezioni».
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PISA. Non è granitica come si vuol fare apparire la maggioranza dei presidi di facoltà che ha votato la "raccomandazione ai decani di tener presente l'evoluzione normativa". Anzi, martedì in Senato qualcuno potrebbe rilanciare la discussione. E questo per evitare che un indirizzo politico sia usato per posticipare le elezioni per il rettore.
La stessa promotrice dell'iniziativa, Manuela Giovannetti, preside di Agraria, ne spiega la ratio: «Non vogliamo spingere qualcuno a ritardare le procedure, ma solo evitare l'imbarazzo di avere due rettori, qualora il ddl Gelmini fosse approvato e desse a Marco Pasquali una proroga di sei mesi». Quindi pone una scadenza: «Se a settembre si capisse che i tempi a Roma sono lunghi, sarei la prima a chiedere le elezioni». Anche Massimo Augello, di Economia, ha votato a favore il 23 aprile: «Per garantire la possibilità di un ampio dibattito, non per bloccare le elezioni». Alfono Iacono, di Lettere, vede una contraddizione: «Una "raccomandazione" non viene deliberata. Ho votato il suggerimento, perché eleggere il rettore a giugno non darebbe ai candidati il tempo di presentare i programmi. Ma quest'orientamento non deve legare le mani ai decani. Non ho ancora letto la lettera che loro hanno ricevuto, ma in base a quello che riporta il mio decano, professor Gianfranco Fioravanti, ciò che è scritto è diverso da quello che abbiamo approvato».
La proroga investirebbe anche i tre presidi in scadenza il 31 ottobre insieme al rettore; tra questi Umberto Mura di Scienze, che precisa: «Nessuna costrizione al mio decano». Ma non si sbilancia su martedì prossimo: «Aspettiamo e vediamo l'atmosfera in senato».L'unico contrario ad aprile è stato Eugenio Ripepe, di Giurisprudenza. Che ricorda: «Il decano ha determinati poteri e può tenere conto della raccomandazione, ma non è vincolato».
La stessa promotrice dell'iniziativa, Manuela Giovannetti, preside di Agraria, ne spiega la ratio: «Non vogliamo spingere qualcuno a ritardare le procedure, ma solo evitare l'imbarazzo di avere due rettori, qualora il ddl Gelmini fosse approvato e desse a Marco Pasquali una proroga di sei mesi». Quindi pone una scadenza: «Se a settembre si capisse che i tempi a Roma sono lunghi, sarei la prima a chiedere le elezioni». Anche Massimo Augello, di Economia, ha votato a favore il 23 aprile: «Per garantire la possibilità di un ampio dibattito, non per bloccare le elezioni». Alfono Iacono, di Lettere, vede una contraddizione: «Una "raccomandazione" non viene deliberata. Ho votato il suggerimento, perché eleggere il rettore a giugno non darebbe ai candidati il tempo di presentare i programmi. Ma quest'orientamento non deve legare le mani ai decani. Non ho ancora letto la lettera che loro hanno ricevuto, ma in base a quello che riporta il mio decano, professor Gianfranco Fioravanti, ciò che è scritto è diverso da quello che abbiamo approvato».
La proroga investirebbe anche i tre presidi in scadenza il 31 ottobre insieme al rettore; tra questi Umberto Mura di Scienze, che precisa: «Nessuna costrizione al mio decano». Ma non si sbilancia su martedì prossimo: «Aspettiamo e vediamo l'atmosfera in senato».L'unico contrario ad aprile è stato Eugenio Ripepe, di Giurisprudenza. Che ricorda: «Il decano ha determinati poteri e può tenere conto della raccomandazione, ma non è vincolato».
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