Sicurezza
Studenti e maestri di legalità
Candida Virgone
Libro-inchiesta del Dini sulla storia delle mafie
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PISA. È bene che i cittadini di domani inizino a sentir parlare di mafia e legalità subito. Per capire immediatamente quanto non sia un fatto astratto, ma una realtà concreta e tangibile che può toccare tutti e per ribadire a menti che si stanno plasmando la fondamentalità dell'educazione al senso delle regole e dello Stato. Con questi obiettivi è nato ed è stato portato a compimento al liceo scientifico «Dini» un percorso di studio sulla legalità, concretizzatosi attraverso film, incontri con personaggi testimoni della lotta alla criminalità organizzata, una mostra e il passaggio di questa esposizione a diverse manifestazioni pubbliche. Il frutto di tutto questo lavoro è contenuto in un bellissimo volume, importante proprio perché nasce dall'impegno dei giovani con i loro insegnanti. È «Incontro con la legalità», edito dalla grafica Pisana, che sarà presentato questa mattina alle 11 proprio al liceo scientifico Dini, in via Benedetto Croce. A curare il libro questo volume sono state le professoresse Giovanna Baldini, Vittoria Carla di Bari e Maria Letizia Verola; al progetto hanno partecipato tre classi quinte del 2009, quelle delle sezioni B, I e L. Fulcro dell'attività senza dubbio gli incontri-dibattito svoltasi l'anno scorso nella scuola: i ragazzi hanno potuto confrontarsi con personaggi del calibro di Pier Luigi Vigna, ex procuratore nazionale antimafia; l'onorevole Francesco Forgione, autore della relazione della Commissione parlamentare antimafia "Ndrangheta boss luoghi e affari della mafia più potente al mondo», edita da Baldini e Castoldi; Danilo Chirico, autore de «Il sangue dei giusti»; Alessandro Leogrande, autore di «Uomini e Caporali», edito da Mondadori nel 2008; Giovanni Impastato, fratello di Peppino, ucciso a 30 anni per la sua attività culturale contro le mafie; infine Maurizio Pascucci, di Arci Toscana e Libertà. I ragazzi hanno visto all'Arsenale i film «Mani sulla città» di Rosi, «I cento passi» di Giordana, «Libera nos a malo», di Wetzel, «La siciliana ribelle», di Amenta, «Fortapasc», di Risi, «In un altro paese», di Turco, e «Gomorra», di Garrone. «Il progetto - ha detto il dirigente dell'ufficio scolastico provinciale, Maria Glrioa Bracci Marinai - ha messo in evidenza come la condivisione di obiettivi fra docenti e studenti può raggiungere alti risultati educativi. Significativo il fatto che si sia svolto in orario extrascolastico, con una partecipazione dettata dunque nei ragazzi solo dall'interesse personale. Il nostro augurio è che questa esperienza, estremamente significativa per la crescita culturale e civile degli alunni che ne sono protagonisti, possa indicare la strada per molti altri analoghi percorsi di ricerca e approfondimento». Nella prefazione, l'ex preside Lia Marianelli ringrazia l'associazione «Amici del Dini», che ha sostenuto il progetto. Il libro ripercorre l'esperienza dell'iniziativa, realizzata nel 2009, attraverso la mostra, gli approfondimenti su storia, azioni e donne di mafia, sull'impero economico che ne è nato, sulle leggi per combatterla, sulle sue tante vittime, su dibattiti svolti nel liceo e sulla mostra che ha coronato il progetto. Una mostra che è stata ospite alla stazione Leopolda nell'ambito dell'incontro degli studenti pisani con don Ciotti, fondatore di Libera, all'inaugurazione della bottega Saperi e sapori della legalità, o alla 4ª edizione dei Economia solidale in festa, o ancora alla manifestazione connessa alla Tavola della pace che si è scolta a Ponmtedetra. Insomma un libro fatto da docenti e ragazzi non solo per i giovani, ma per chiunque voglia difendere la legalità, i diritti di tutti, il senso dello Stato.
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