La manifestazione
Durissimo botta e risposta con lassociazione docenti. Ma critico è anche il consiglio di facoltà di Lettere
Ricercatori, rivolta contro il rettore
Gianluca Campanella
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Un incontro tra il rettore Pasquali e un gruppo di ricercatori precari al tempo delle proteste contro il disegno di riforma del ministro Gelmini Prepensionamenti coatti, l'Andu accusa: «Ha causato il dissesto, se ne deve andare»
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PISA. Per i ricercatori in pensionamento coatto, è rivolta contro il rettore Marco Pasquali. E oltre all'associazione nazionale dei docenti (Andu), con il quale il botta e risposta è stato violentissimo, sul fronte della contestazione c'è anche il consiglio di facoltà di Lettere, il cui documento riportiamo qui sotto, mentre anche a ingegneria si sta pensando di censurare le scelte del rettore. Ieri in un comunicato, l'Andu si chiede: chi ha contribuito al dissesto che ora si vuole ripianare tagliando i ricercatori? La risposta è a qualche rigo di distanza, ma chiara: «il rettore che con il ddl Gelmini sta per diventare sovrano assoluto» e tutti i responsabili delle politiche d'ateneo. Corollario: «Perché non date il buon esempio, rinunciando alla proroga delle cariche?». Lo scontro ha una duplice valenza: da un lato c'è la battaglia per salvaguardare «la dignità di una categoria che per decenni ha contribuito in misura rilevante al funzionamento dell'università». Dall'altro c'è in ballo l'elezione del rettore che scade il 31 ottobre salvo proroga (richiesta, ma da non da tutti condivisa). Il riassunto delle puntate precedenti comincia il 23 aprile, quando il senato accademico decide di "rottamare" 48 ricercatori. Una misura che sindacati e rappresentanti negli organi collegiali definiscono «dettata solo da politiche di risparmio». Il 27 aprile arriva la ratifica della delibera da parte del consiglio d'amministrazione. Immediato l'annuncio di ricorso al Tar. Il 3 maggio Enrica Martinotti, professoressa di Farmacia e coordinatrice dell'Andu dichiara: «Il licenziamento dei ricercatori è una scelta sbagliata perché li discrimina dal resto del corpo docente, malgrado il fatto che in tutti questi anni abbiano svolto in pieno la funzione docente, alla quale non erano obbligati per legge». In pratica dice che prima i ricercatori sono stati sfruttati, perché senza di loro la didattica non sarebbe possibile; poi li si "butta via". Martinotti accusa il rettore di cercare lo «scontro» e di «portare l'ateneo verso divisioni e incertezza». La conclusione: andare alle urne, perché «la situazione è sanabile solo con il giudizio democratico». Penultima puntata: il giorno dopo Pasquali risponde sul sito dell'università: nessuna divisione, perché «la decisione di procedere con il prepensionamento scaturisce da una serie di delibere collegiali adottate dai principali organi d'ateneo». Seguono i resoconti delle votazioni, in cui sono riportate le forti maggioranze ottenute dalle proposte. Arriviamo a mercoledì: il consiglio di Lettere approva la mozione che chiede il ritiro del provvedimento. E ieri sera anche il consiglio di Ingegneria si riunisce: tra i vari argomenti all'ordine del giorno, c'è anche la "rottamazione". Discussione rimandata per mancanza di tempo. Chi c'era, racconta di aver avuto solo occasione di capire che anche Ingegneria vuole schierarsi come Lettere. Piatto finale (per ora) del menu: l'Andu smentisce la smentita di Pasquali e censura il presunto unanimismo. L'Andu sostiene che le forti maggioranze evocate da Pasquali sono il risultato della «debolezza "strutturale" del senato», fortemente condizionata dal «peso» del rettore.
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