Sicurezza
Ricercatori anziani a riposo? All'università è polemica
Il consiglio di Facoltà di Lettere dell'Università di Pisa ha approvato un documento con il quale chiede al rettore il "ritiro delle lettere di risoluzione unilaterale del contratto di lavoro" per la messa a riposo dei ricercatori che abbiano raggiunto i 40 anni di servizio. E di fatto rompe l'unanimità intorno al provvedimento ribadita più volte dal rettore Marco Pasquali e dal consiglio d'amministrazione dell'Ateneo."
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PISA. Il consiglio di Facoltà di Lettere dell'Università di Pisa ha approvato un documento con il quale chiede al rettore il "ritiro delle lettere di risoluzione unilaterale del contratto di lavoro" per la messa a riposo dei ricercatori che abbiano raggiunto i 40 anni di servizio.
E di fatto rompe l'unanimità intorno al provvedimento ribadita più volte dal rettore Marco Pasquali e dal consiglio d'amministrazione dell'Ateneo."
Immediata però è la replica di Pasquali: "Non è un provvedimento unilaterale anche perchè io non sono un amministratore delegato di un'azienda privata. Ho semplicemente dato seguito a ciò che hanno deliberato gli organi. E in senato accademico e nel consiglio di amministrazione non c'è stato neppure un voto contrario a questo provvedimento".
Ma allora perchè il dietrofront della Facoltà di Lettere? "Io ho votato quel provvedimento solo a patto - spiega il preside Alfonso Maurizio Iacono - che vi fosse poi il reclutamento di nuovi ricercatori, mentre invece questa motivazione è poi sparita e si fa solo riferimento alla necessità di mantenere al di sotto del 90% il rapporto tra spese fisse di personale e fondo di finanziamento ordinario. Ora la cosa migliore da fare e ritirare il decreto e correggere un errore".
"Credo che attorno a questa vicenda si costruiscano solo polemiche strumentali - conclude Pasquali - perchè il reclutamento ci sarà solo quando avremo capito quante risorse liberare. E ciò lo sapremo quando saranno scaduti i termini degli eventuali ricorsi. Con le delibere non si scherza e questi due aspetti sono legati l'uno con l'altro. La mia volontà di impegnare queste risorse nel reclutamento resta, ma occorre capire quali saranno le risorse che avremo a disposizione".
E di fatto rompe l'unanimità intorno al provvedimento ribadita più volte dal rettore Marco Pasquali e dal consiglio d'amministrazione dell'Ateneo."
Immediata però è la replica di Pasquali: "Non è un provvedimento unilaterale anche perchè io non sono un amministratore delegato di un'azienda privata. Ho semplicemente dato seguito a ciò che hanno deliberato gli organi. E in senato accademico e nel consiglio di amministrazione non c'è stato neppure un voto contrario a questo provvedimento".
Ma allora perchè il dietrofront della Facoltà di Lettere? "Io ho votato quel provvedimento solo a patto - spiega il preside Alfonso Maurizio Iacono - che vi fosse poi il reclutamento di nuovi ricercatori, mentre invece questa motivazione è poi sparita e si fa solo riferimento alla necessità di mantenere al di sotto del 90% il rapporto tra spese fisse di personale e fondo di finanziamento ordinario. Ora la cosa migliore da fare e ritirare il decreto e correggere un errore".
"Credo che attorno a questa vicenda si costruiscano solo polemiche strumentali - conclude Pasquali - perchè il reclutamento ci sarà solo quando avremo capito quante risorse liberare. E ciò lo sapremo quando saranno scaduti i termini degli eventuali ricorsi. Con le delibere non si scherza e questi due aspetti sono legati l'uno con l'altro. La mia volontà di impegnare queste risorse nel reclutamento resta, ma occorre capire quali saranno le risorse che avremo a disposizione".
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