Il dolore
Normale, Fabio Beltram nuovo direttore
Gianluca Campanella
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Sopra il prof. Fabio Beltram sotto il prof. Riccardo Barbieri Assumerà la carica a novembre. Le sue prime dichiarazioni: un elogio a Settis
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PISA. Business as usual. Entrando ieri pomeriggio alla Scuola Normale, sembrava un giorno di lavoro, come sempre. Ma dopo quattro scrutini, svolti rapidamente uno di seguito all'altro, il professore Fabio Beltram è stato eletto ventunesimo direttore di Palazzo della Carovana, per il periodo 2010-2014. Succederà a Salvatore Settis che lascia a fine ottobre, qualche giorno dopo aver celebrato il bicentenario della Scuola, fondata da Napoleone il 18 ottobre 1810. «Un'elezione serena» è il primo commento del prossimo direttore: nei primi tre turni era necessario il quorum dei due terzi, cioè 38 voti sui 57 aventi diritto. Dal quarto scrutinio bastava la maggioranza assoluta: in quella consultazione Beltram ha raggiunto 31 voti; l'altro candidato, professore Riccardo Barbieri, ne ha raccolti 22 e una scheda è risultata bianca. «C'è stata subito una chiacchierata con Barbieri» racconta Beltram, che poi rende omaggio al suo predecessore. «Quando guarderemo a distanza la sua gestione - dice - ci accorgeremo che Settis appartiene a quel piccolo gruppo, due o tre direttori, che hanno fatto crescere in modo straordinario la Scuola». Attuale vicedirettore, Beltram intende operare in continuità su alcuni aspetti, come il ciclo di concerti e gli incontri del venerdì con personaggi del mondo della cultura: «Un modo per allargare le prospettive». Ma su altri temi mostra le differenze; prima scherza: «Sono di Gorizia, Settis invece è nato a Rosarno. Inoltre c'è una differenza d'età (Beltram è più giovane, ndr) ed è "grazioso" che il primo direttore del terzo secolo sia un cinquantenne». Poi argomenta: «Il Paese e l'università stanno cambiando; non si può applicare il metodo Settis su un diverso decennio che sta arrivando». Ha in mente un calendario di incontri con tutte le componenti della Scuola, da svolgere entro fine maggio: «Un direttore non deve comandare, ma stimolare la discussione e il consenso, mettendo in conto che a volte possa finire in minoranza». Sembra un'allusione alla recente "protesta" degli allievi che chiedono certezze sulla didattica: «Ho già parlato con i rappresentanti degli studenti e presto li vedrò tutti in plenaria. Ma ho anticipato loro, che interi paragrafi del volantino che hanno distribuito a mensa sembrano presi dal mio discorso, fatto durante la presentazione del programma la settimana scorsa». Nella vita privata è un amante dell'arte, una passione che ha trasferito al Nest, avveniristico laboratorio per le nanotecnologie in piazza San Silvestro. «Lì abbiamo realizzato degli ingrandimenti dei nostri oggetti di studio, per apprezzarne anche la bellezza, oltre all'importanza che hanno nel nostro lavoro». E chi non ha voglia di andare a gustare quella particolare "esposizione", deve solo aspettare: «L'impegno nella cultura e nell'arte coinvolgerà presto la città. L'incarico che sto per assumere mi dà un'opportunità in più per collaborare con Pisa e con l'Italia anche su questo versante». In serata, tra gli altri messaggi di congratulazione, gli auguri del sindaco Marco Filippeschi e del presidente della Provincia Andrea Pieroni.
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