Il dolore
«Stop ai pulmini degli alberghi»
Daniele Benvenuti /
Diffida del Comune dopo la denuncia dei tassisti: servizio illegale
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PISA. «È illegale il servizio di trasporto dei clienti fatto dagli alberghi con i propri mezzi, anche se gratuito. Una questione che abbiamo sollevato da molto tempo all'amministrazione comunale (con tanto di foto) e che adesso ha visto una presa di posizione ufficiale da parte del comandante della polizia municipale». A parlare è Nicola Colombini, presidente dei Cotapi (il principale consorzio di tassisti di Pisa); come associazione hanno più volta segnalato l'anomalia, secondo loro, di questo servizio con tanto di fotografie e anche ricevute di pagamento per attestare come in realtà si tratti di un vero e proprio servizio di trasporto. «Per effettuare un servizio del genere - dice ancora Colombini - occorre sia l'omologazione del mezzo che l'abilitazione del conducente, compresa l'iscrizione al ruolo presso la Camera di commercio. Tutto questo anche se il servizio è gratuito. I casi degli alberghi di Pisa sono emblematici, se non addirittura clamorosi - insiste Colombini -: autisti improvvisati che in realtà sono dipendenti dell'hotel stesso spesso anche con la divisa, mezzi con permesso di transito in tutta la ztl e non solo quella in cui si trova l'albergo. Ancor più grave il fatto che questo servizio viene pubblicizzato tranquillamente sui siti internet delle strutture ricettive ed in certi casi viene fatto pagare con tanto di ricevuta. Per non citare - spiega ancora il presidente di Cotapi - alcune strutture extralberghiere che usano direttamente i mezzi dei titolari per il trasporto dei clienti». Dopo tante proteste, come detto, l'amministrazione comunale si è mossa con una lettera che il comandante della polizia municipale ha inviato alle due associazioni di categoria degli albergatori. Sotto accusa proprio l'utilizzo dei mezzi degli alberghi sui quali l'anno scorso è intervenuto anche il ministero dei trasporti con una nota della sua direzione. In questa nota viene precisato che «l'utilizzo di autovetture intestate a ristoranti ed alberghi per trasportare la propria clientela non rientri tra le modalità di uso proprio del veicolo». Spiega in proposito l'assessore comunale alle attività produttive Giuseppe Forte: «La nostra presa di posizione, a firma come competenza del comandante della polizia municipale, è di fatto una comunicazione alle associazioni di informare i propri iscritti. Secondo la recente giurisprudenza, infatti, i mezzi degli alberghi non possono fare un servizio di trasporto dei clienti, anche se gratuito, in mancanza di una abilitazione specifica sia per il mezzo che per il conducente. Una questione che è stata sollevata dai tassisti con un voluminoso dossier. Come amministrazione siamo comunque disponibili a venire incontro agli albergatori anche riproponendo, con alcuni miglioramenti, il servizio di taxi shuttle che non è mai decollato». E proprio sul fallimento del taxi shuttle interviene ancora il presidente del Cotapi: «Su sollecitazione dell'amministrazione comunale avevamo attivato questa sorta di navetta per gli alberghi. È durata quasi un anno (236 giorni per la precisione) con una media di meno di una chiamata al giorno. Era evidentemente poco conveniente - spiega Nicola Colombini - visto che costava 3 euro e 50 a persona; praticamente una famiglia di quattro persone andava a pagare 14 euro, molto di più se avesse preso un taxi normale. Poi ovviamente - conclude il presidente dei tassisti pisani - non è decollato perché gli alberghi hanno continuato ad usare i propri mezzi senza regole». E su questo tema come reagiscono le associazioni di categoria? Federalberghi, riunita in assemblea venerdì scorso, ha dato mandato al proprio legale di valutare le obiezioni formulate dalla polizia municipale; in una prossima riunione ci sarà la posizione ufficiale che comunque sarà concordata con l'altra associazione (Asshotel). Asshotel che, in attesa del documento congiunto, ha già fatto le proprie mosse con una lettera inviata all'amministrazione comunale. «Secondo noi - spiegano i dirigenti di Asshotel - il servizio degli alberghi se gratuito è consentito. A supporto della nostra tesi una sentenza del Consiglio di Stato dell'agosto 2009, citata in una interrogazione specifica al Senato. Secondo questa sentenza - conclude Asshotel - viene stabilita la possibilità di una impresa (nel caso specifico si trattava di una agenzia di viaggi) di immatricolare ad uso proprio un veicolo da destinare al trasporto dei clienti».
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