Il dolore
Soldi per far sesso con la 15enne
Candida Virgone
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Il giudice Luca Salutini e sopra unimmagine emblematica di abusi Venduta dalla madre: con lei sotto accusa dieci persone
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PISA. La pagavano a prezzi stracciati, 50 o 100 euro ad incontro, oppure con la cosa più ambita dai ragazzini, che in genere regalano i nonni: una ricarica del telefonino. Solo che i «nonni» erano un gruppo di noti imprenditori di Pisa e provincia. Gli incontri sessuali con una minorenne fra i 15 e i 16 anni si sarebbero svolti fra Pisa, dove la ragazzina vive con la famiglia, Pontedera, San Romano e Montopoli. Il tutto con la complicità della madre, che pare sfruttasse la figlioletta da quando aveva appena 13 anni, e all'insaputa del povero padre, caduto dalle nuvole una volta emersa la punta di questo iceberg. La scabrosa vicenda, partita da una serie di intercettazioni su una truffa telematica, è oggetto di due procedimenti, uno dei quali già andato a sentenza. Il secondo, che si è aperto ieri mattina davanti al secondo collegio in nuova composizione (presidente Luca Salutini, a latere Donato D'Auria e Leonardo Degl'Innocenti), riguarda la truffa telematica e lo sfruttamento della minorenne e vede sul banco degli imputati tre noti imprenditori della provincia (altri hanno già scelto riti alternativi), la donna ed una banda di stranieri. La stessa banda che aveva messo in piedi, appunto, negli ultimi anni una megatruffa con un falso sito sulla vendita, in tutta Europa, di auto del tutto virtuali. La ragazza, che oggi ha 19 anni, si è costituita parte civile tutelata dall'avvocato Ilaria Controzzi. Sotto accusa la madre, una siciliana di 43 anni, e altre dieci persone: sono i rumeni Ionut Mirescu, 27 anni, Mirela Stefania Yanu, 43 anni, tutti e due ancora in carcere per questa vicenda, e poi Ionut Burik Bogdani, 26 anni, Raoul Dragos Puin, 22 anni, George Chiru, 29 anni, l'albanese Gentyan Hisa, 36 anni, oggi irreperibile, il polacco Kristof Sobczac, 78 anni, e tre imprenditori pisani: Pierluigi Bottai, 76 anni, di Montopoli Val d'Arno, Albino Santoni, 78 anni, di Ponsacco, e Mario Ponticelli, 61 anni, di Pisa. Devono rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere, truffa aggravata, furto, ricettazione, falso telematico e prostituzione minorile. Le accuse inizialmente in questo vicenda, che si intreccia come si diceva con un'altra, riguardavano 16 persone. Davanti al gup per la seconda tranche ad ottobre erano andati in 12: la madre, Mirescu, Buric, Puiu e il fratello e sette imprenditori di Pisa e provincia. Mentre Ponticelli, Bottai e Santoni sono stati rinviati a giudizio, uno è stato assolto e gli altri hanno scelto il rito abbreviato: uno di 73 anni, ritenuto l'organizzatore degli incontri, è stato condannato a 5 anni, e gli altri due ad un anno e due mesi. Ieri il processo entrava nel vivo. L'avvocato Del Corso ha chiesto nuovamente per Bottai il rito abbreviato condizionato all'ascolto della ragazza, rifiutato dal pm Miriam Pamela Romano in sede di udienza preliminare, ma il tribunale l'ha rigettato ritenendo che non esistevano i presupposti, mentre la parte civile ha chiesto e ottenuto che il procedimento, date la scabrosità, possa svolgersi a porte chiuse. Ascoltati i primi testi del pm, il dibattimento è stato aggiornato al 7 luglio prossimo. Dalle intercettazioni sulla truffa delle auto virtuali vendute su internet, scoperta dalla polizia postale, era emersa anche la «vendita» della ragazzina: due casi oggetto di questo procedimento. Il primo troncone dell'indagine, il cui processo è andato a sentenza, riguardava il sedicente «fidanzatino» della ragazza, Marius Juravlea, un rumeno di 23 anni che, raggiratala con promesse di amore eterno ne aveva fatto oggetto del suo turpe mercato e che per questo sta scontando la condanna a 4 anni e mezzo di carcere per induzione alla prostituzione minorile, inflittagli l'anno scorso.
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