Il Tirreno

Pisa

Diverse centinaia di persone aspettavano la cena alla vigilia del Gioco del Mulino (poi non disputato per il maltempo)

Senza luce, salta la sagra in Valgraziosa

Pierluigi Ara
Una sagra in Valgraziosa
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Una sagra in Valgraziosa

Proteste a non finire per tanti ospiti giunti anche da Lucca e Livorno

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 CALCI. «Una beffa! Una presa in giro così con ce l'aspettavamo!» Reclami e proteste a gogò. Per riportare la calma ce ne è voluta... Fuori programma prima del gioco del Mulino. Si sono registrati colpi di scena a ripetizione. Questo è successo alla vigilia della storica manifestazione.  In una cornice inedita e con formula rinnovata, dopo due anni di assenza, si sarebbe dovuta svolgere domenica scorsa la sfida della farina con i combattenti nelle vesti di mugnai a rappresentare gli otto rioni della valle Graziosa.  Invece il maltempo ha rovinato la festa, che è stata rimandata. Più clamoroso quello che è avvenuto alla inaugurazione della sagra che doveva precedere per poi accompagnare e seguire il gioco del Mulino. Centinaia e centinaia di persone, provenienti anche da Livorno e Lucca, in fila o già sedute sotto i grandi tendoni, in attesa di essere servite. Invece gli organizzatori, tra le proteste reiterate degli aspiranti commensali, hanno fatto sapere che chi di dovere si era dimenticato di provvedere a fornire la luce.  Dunque è saltato tutto e... sono saltati anche i nervi della gente. Affannose telefonate all'Enel e richiesta pressante di spiegazioni sul perché non era stata assicurata l'energia elettrica indispensabile per illuminare, quando sarebbero calate le ombre della sera, e cuocere i cibi. La "sagra del mulino", che ha il patrocinio del Comune di Calci, è partita con grandi ambizioni. Il tutto fissato nel parco comunale della fonderia.  Il menù piuttosto accattivante: intrattenimenti, giochi, curiosità, omaggi per tutti e tanto altro. La "Palmerino Sound Country Club", attraverso 30.000 manifesti e volantini diffusi ovunque, proponeva zuppa, pappa al pomodoro, pane alla boscaiola: a 5 euro; la trippa a 7, stesso prezzo il piatto freddo così come l'arista. Inoltre possibilità di spaziare, sempre a 7 euro, tra rostinciana e salsicce; di più la bistecca (9 euro), contorni contenuti a 3 euro (patate fritte, fagioli e pomodori); così il dolce a base di cantuccini da tuffare nel vin santo e crostate a scelta. Naturalmente le bevande a corredo a costi popolari.  Però.... nulla di nulla. Spiega Massimiliano Giaconi, patron incaricato della sagra: «Noi abbiamo sottoscritto un regolare contratto, anche con l'Enel. Abbiamo pagato in anticipo il consumo previsto. Dopo aver compilato l'apposito bollettino eravamo tranquilli. Purtroppo siamo stati lasciati al buio e ci siamo dovuti scusare con il pubblico. Solo al termine di due o tre ore, concitatissime, è stata rintracciata una squadra dell'Enel, arrivata finalmente sul posto. Ma non c'era più nessuno. Con una canala abbiamo nel frattempo anche fatto arrivare l'acqua, non c'era neppure quella».  «Poi - allarga le braccia Giaconi - domenica ci ha pensato la pioggia a completare il quadro negativo rovinando la sagra che comunque, anziché terminare il 9 maggio, andrà avanti fino al giorno 16. Dobbiamo pure recuperare le spese...». Come è potuto avvenire tutto questo pasticcio? E ancora Giaconi che parla: «Per organizzare, ci hanno chiamato dicendoci che tutto si svolgeva in località la Corte, invece teatro di sagre e gioco del Mulino è Cappetta. Una indicazione sbagliata, fuorviante, probabilmente anche per l'Enel. Ora speriamo di rimediare dopo questo esordio incredibile». Quanto al gioco del Mulino, con il corteo storico, è previsto per domenica 9 maggio.

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