Toscana
Una card sanitaria con tutta la storia del paziente
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Manara Tecnologia del futuro dai ricercatori del Cubit, consorzio di imprese del Polo di Navacchio
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PISA. Se il linguaggio del futuro è rappresentato dalle nuove tecnologie, uno dei luoghi in cui si scrivono le regole della grammatica hi-tech si trova all'interno del Polo di Navacchio, e precisamente al Cubit. Nato nel 2007 da una costola del dipartimento di Ingegneria dell'informazione dell'università di Pisa, questo consorzio pubblico-privato all'avanguardia nel settore delle telecomunicazioni è divenuto in breve tempo un punto di riferimento internazionale per la certificazione Rfid della tecnologia contactless, che da qui a qualche anno rivoluzionerà le nostre abitudini quotidiane. Tale tecnologia, infatti, permetterà di introdurre sul mercato un nuovo tipo di carta elettronica, intelligente e "senza contatto", utile soprattutto nell'ambito delle transazioni e della identificazione. «Immaginiamo di dover pagare con un bancomat - spiega l'ingegnere Marco Magnarosa, 31 anni amministratore delagato di Cubit - non sarà più necessario inserire la carta nella fessura, ma basterà avvicinarla allo sportello perché venga riconosciuta. In generale, questo sistema può essere applicato a tutte le transazioni elettroniche e, oltre a risolvere il problema dell'usura e della smagnetizzazione delle carte tradizionali, rende le procedure assai più sicure perché le informazioni vengono immagazzinate direttamente sulla smart card, limitando drasticamente la circolazione dei dati sensibili sulla Rete». Questo è solo un primo passo nel futuro: i circuiti elettronici inseriti nelle carte di nuova generazione offrono moltissime possibilità di applicazione: si parte dai distributori di bibite e di snack, per arrivare all'erogazione di servizi di pubblica utilità. Proprio in questo ambito la Regione Toscana è all'avanguardia: dal 15 aprile, infatti, inizierà la distribuzione ai cittadini del Granducato di una nuova tessera sanitaria dotata di chip elettronico, al cui interno sarà concentrata la storia clinica del paziente, con tanto di risultati degli esami medici sostenuti, andamento delle patologie croniche, elenco dei medicinali assunti e via dicendo. «In pratica queste schede introdurranno il fascicolo sanitario elettronico - spiega il professor Giuliano Manara, presidente di Cubit e docente all'Università di Pisa -. È un grande vantaggio per gli utenti, perché si semplificheranno notevolmente le procedure sanitarie: in qualsiasi momento e da qualunque postazione i cittadini potranno accedere ai propri dati». Fino ad oggi il know how necessario alla validazione delle nuove carte, apparteneva ai laboratori francesi. Ora, invece, Pisa è riuscita a ritagliarsi uno spazio importante nel settore, ottenendo il riconoscimento di centro di certificazione Iso 14443, che permette di verificare la funzionalità degli apparati Rfid, garantendo la corretta esecuzione della produzione, la compatibilità e l'integrazione dei sistemi sviluppati da società eterogenee. Gianni Parrini
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