Il Tirreno

Pisa

Prepensionamenti, ricercatori esclusi

G.P.
Prepensionamenti, ricercatori esclusi

Protesta la categoria: cambiata la delibera approvata in Senato Intanto, slitta al 9 aprile la proroga per la consegna delle domande

2 MINUTI DI LETTURA





 PISA. Ulteriore proroga alla scadenza per presentare le domande di prepensionamento volontario per i docenti universitari. Il termine che scadeva ieri è stato posticipato al 9 aprile. Ma sulla questione si abbatte un nuova polemica.  La gran parte dei ricercatori universitari, al contrario di quanto deliberato dal Senato Accademico, non rientreranno nell'iniziativa di un pensionamento anticipato e incentivato.  La questione è emersa nel corso dell'assemblea dei docenti universitari dell'università di Pisa riunita in Sapienza il 26 marzo scorso. «L'assemblea - si legge in una nota - non può esimersi dal rimarcare la carente correttezza della procedura che ha portato al Consiglio di amministrazione, come delibera del Senato, un testo che non è una mera trasposizione tecnica dell'originale, ma contiene delle modifiche sostanziali che introducono disparità di trattamento tra professori e ricercatori».  Cerchiamo, pertanto, di capire quanto è accaduto. Il 16 marzo si riunisce il Senato Accademico che modifica la delibera n.74 allargando il prepensionamento volontario a tutte e tre le fasce dei docenti (associato, ordinario e ricercatore) stabilendo fasce di età e compensi attraverso la delibera n.97. Quesl giorno, il Senato Accademico, per questioni di tempo, non riesce ad affrontare tutte le materie all'ordine del giorno e torna ad aggionarsi il lunedì successivo, giorno 22 marzo. In questa sede, il Senato Accademico approva la delibera n.98 che traduce in pratica la delibera n.97. In questo passaggio, i ricercatori vengono penalizzati da quella che, tanto per capirci, possimo chiamare la "scheda attuativa" con cui vengono estromessi dal prepensionamento volontario i ricercatori che alla data del 30 aprile del 2010 hanno maturato 40 anni di contributi. Queste persone dovranno essere "rottamate", cioè andranno in pensione forzatamente e soltanto dopo sarà fatto loro un aventuale contratto. «Per noi - hanno detto i ricercatori nel corso dell'assemblea - il prepensionamento è coatto e non volontario. E il contratto non è un diritto, ma una concessione che ci viene fatta dall'Università. È chiaro che la nostra posizione rispetto ai colleghi docenti ordinari e associati è ben diversa».  All'interno della fascia dei ricercatori la delibera fa delle differenze. Non rientrano in questa rottamazione i ricercatori che non hanno 40 anni di contributi e chi ha compiuto 61 anni. Quest'ultimo punto riguarda le ricercatrici, infatti le donne potranno non andare in pensione a 61 anni, ma chiedere il prepensionamento volontario.  Intanto, l'assemblea dei docenti «invita il rettore a sottoporre al più presto al Senato un testo rispettoso dell'effettiva volontà dell'organo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web