Sicurezza
«Poca Pisa in Regione? Il presidente basta e avanza»
G.C.
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Pier Paolo Tognocchi Tognocchi rassicura: anche se i consiglieri sono solo tre, «ci responsabilizzeremo di più»
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PISA. Nella prossima legislatura, i pisani in consiglio regionale passeranno da undici a tre. Cosa cambia per la nostra provincia? Poco o niente, secondo il consigliere uscente del Pd, Gino Nunes che non si è ripresentato e il riconfermato Pier Paolo Tognocchi. «Nessun timore - dice Tognocchi - ci responsabilizzeremo di più, ma il peso specifico di Pisa non diminuisce, perché la Regione è ora a trazione pisana», grazie al neo eletto presidente Enrico Rossi. Più che un problema di rapporto fra territori, per Tognocchi si tratta di «ristabilire il rapporto fra consiglieri e assessori: negli enti locali e in Parlamento c'è la tendenza a focalizzarsi sul lavoro dell'esecutivo; ma quando il consiglio ha avuto il suo ruolo, ha fatto bene. Lavorerò per compensare questa sproporzione, qualunque ruolo avrò in Consiglio». Così Tognocchi risponde ai rumors che lo vedono assessore in pectore: «Non esiste. Sono pisano e pisana è la presidenza: con la riduzione per legge degli assessori non possiamo pretendere un altro posto». Anche Nunes parla della rappresentazione di interessi locali in consiglio regionale. «Non c'è relazione diretta, perché le decisioni si prendono cercando la capacità di sintesi». In pratica, per l'ex presidente della Provincia, l'eletto "ideale" deve guardare all'interesse della Toscana, non al proprio orticello. Senza sbilanciarsi sul profilo dei nuovi consiglieri, cerchiamo allora di capire quanto in passato l'attività legislativa regionale è stata condizionata da rapporti di forza. Nunes non ha dubbi: «I territori hanno giocato la loro partita quando non si sono asserragliati in piccole rivendicazioni, ma quando sono riusciti a presentare progetti di largo respiro. Le risorse si cercano insieme a Roma e a Firenze». Tradotto, devono essere il Comune e la Provincia a farsi valere all'interno della Regione. In quest'ottica Nunes pone la mancata rielezione di Fabiana Angiolini: «Non ci perde Pisa, ma tutta la Toscana, perché lei è una risorsa che viene a mancare, in particolare per il suo impegno sulle tematiche della cultura». Anche il segretario comunale del Pd, Paolo Fontanelli, commenta l'esclusione della Angiolini. Ma, al contrario di Tognocchi, Fontanelli sembra credere alla possibilità di un assessore pisano in giunta. E nel suo blog si spende per sostenerla: «Resta fuori Fabiana Angiolini. Ciò crea un dispiacere perché priva il Pd di una presenza utile e avviene in un quadro assai limitato di donne elette in consiglio regionale. Si tratta di un esito che impegna ancora di più Rossi nella composizione paritaria, di genere, della nuova giunta».
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