Sicurezza
Dopo lo sgombero dei rom, è l'ora delle denunce
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Un momento dello sgombero del campo rom abusivo Una famiglia parla di comportamenti aggressivi. Il capo dei vigili: falsità
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PISA. Una famiglia di rom sgomberata da un campo abusivo in via Aurelia - sostenuta da Africa Insieme - ha presentato una querela in questura lamentando violenze verbali e fisiche da parte della polizia municipale, che però replica respingendo tutte le accuse. Il fatto è stato reso noto nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta ieri pomeriggio nella sede di Rebeldìa: era presente la famiglia e un esponente di Africa Insieme, Sergio Bontempelli. «Nessun atteggiamento offensivo, né violento - ha replicato il comandante Massimo Bortoluzzi - ma solo fermezza nel far rispettare la legge, che era stata violata più volte». L'operazione di sgombero dell'insediamento rom abusivo era programmata per venerdì 19 e non prevedeva di ricorrere a metodi coercitivi da parte delle forze dell'ordine. L'intervento, iniziato intorno alle 8,30, si sarebbe dovuto concludere il giorno stesso con l'abbattimento delle baracche e degli altri manufatti dell'insediamento costruito illegittimamente in un'area privata. Invece i rom sono rimasti fino al giorno successivo. La versione del comandante Bortoluzzi non coincide con quanto affermato da una delle cinque famiglie di origine rumena sgomberate dal campo sull'Aurelia. Si tratta dei coniugi Patru, che denunciano presunti comportamenti aggressivi da parte della polizia municipale, avvenuti la mattina del 20 e di cui si parla nella denuncia querela. Due versioni assolutamente discordanti, dunque. L'ultimo dei numerosi sgomberi che hanno visto come protagonista l'area dell'Aurelia sarebbe infatti dovuto terminare, secondo Bortoluzzi, la sera di venerdì 19. «Alle famiglie rumene era stato gentilmente concesso di poter tornare nel campo per prendere gli ultimi oggetti - afferma il comandante - ma loro ne hanno approfittato per dormirci un'altra notte». Il mattino seguente «sono state trovate nel campo due vetture e un camper», continua. Secondo i coniugi Patru, invece, il giorno precedente la polizia municipale avrebbe permesso ai rom di sostare un'altra notte nell'area. «I nostri bambini si svegliano ancora oggi nel cuore della notte impauriti dal comportamento aggressivo mostrato la mattina del 20 quando eravamo già pronti a lasciare il campo - sostengono i Patru - e noi andremo fino in fondo per dimostrare quello che è accaduto».
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