Attenzione
Montemagno, troppi smottamenti
Pierluigi Ara
Continuano gli appelli per la messa in sicurezza
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MONTEMAGNO. Da cima a fondo una serie di problemi. Gabriele D'Annunzio, Ardengo Soffici, Giovanni Batini, Goffredo Casini ci abitarono o rimasero per un breve soggiorno. Un Papa, il beato Paganelli, ebbe i natali. Poeti, pittori, artisti, personaggi illustri e gente semplice dal borgo sono rimasti ammagliati. Montemagno conserva ancora oggi un suo fascino. Di recente lo scrittore Francesco Merlini ha delineato alcune delle carenze che affliggono il borgo collinare. Adesso interviene Roberto Consani, montemagnese doc, innamorato del suo paese che ha anche rappresentato in vari consessi provinciali e regionali come esponente delle Acli. «Qui - lamenta Consani, già referente dell'Ulivo e poi fondatore della lista civica - ci sentiamo abbandonati, sempre alle prese con le nostre ataviche insufficienze strutturali e di servizi». Volontario di varie associazioni e impegnato da sempre nel sociale, Consani si dice portavoce di tanti cittadini che non riescono ad avere voce e fanno presenti situazioni di disagio. Attacca: «Già chi arriva a Montemagno trova un'ostacolo nella frana che sulla via del Chiasso, unica strada d'accesso. È conseguenza di uno smottamento di parte di un muretto a retta dell'oliveto. Da tanto tempo ormai si è verificato lo scivolamento del terreno. Purtroppo quasi nulla è stato fatto per rimuoverlo e mettere in sicurezza la carreggiata. Un cartello, che non è illuminato, segnala l'ostacolo che gli automobilisti si trovano all'improvviso davanti come dimostrano le tracce delle frenate brusche visibile sull'asfalto». Vengono elencati alcuni punti dolenti. «Quando piove, via Eugenio III diventa un torrente in piena perché non ci sono fogne e scoli adeguati e tenuti puliti. Le erbacce regnano sovrane, ma, circostanza che merita di essere rimarcata, non convince il taglio di alberi d'alto fusto nella zona dell'asilo e non si venga a dire che erano tutti pericolanti. Non è così».
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