Il Tirreno

Pisa

La lunga attesa nelle sedi dei partiti tra tv e sigarette

Gianluca Campanella
L’apertura dell’urna in una sezione elettorale
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L’apertura dell’urna in una sezione elettorale

Pomeriggio di scrutinio nei seggi e d'attesa nei comitati elettorali. I big si nascondono, per non dover commentare numeri parziali che rischiano d'essere smentiti.  Ma un dato è sicuro: se internet e la Rai fossero dei partiti, avrebbero vinto loro

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PISA. Pomeriggio di scrutinio nei seggi e d'attesa nei comitati elettorali. I big si nascondono, per non dover commentare numeri parziali che rischiano d'essere smentiti.  Ma un dato è sicuro: se internet e la Rai fossero dei partiti, avrebbero vinto loro. Infatti, quasi tutti attingono dalla rete per capire come sta andando e scelgono un canale della tv di Stato per i commenti: Rai News24 e salatini al comitato del Pdl accanto alla Questura; Rai3 e umorismo (del compagno Marini, «più del 2% non possiamo perdere») nella sede di Rifondazione; Rai1 e un pacco nuovo di carta igienica in bella mostra per gli uomini dell'Udc. Solo in via Fratti c'è frenesia, dove il Pd prosegue la tradizione dei rilevatori seggio per seggio e consuma telefonate e sigarette.  Intanto la macchina del Comune sforna risultati e curiosità: nei seggi 58 e 60 si segnala qualche voto disgiunto sopra la media, tutti a Enrico Rossi presidente e alle liste non collegate Pdl o Lega. Nel seggio 55 un poema ha reso nulla una scheda: «Vogliamo un altro Pd; no a Filippeschi e no a Fontanelli».  Per strada due ragazzi hanno visto un altro film: «Si va al ballottaggio, ma tanto vince lui col 65%». Peccato che non sia previsto il doppio turno e le percentuali bulgare sono, appunto, in un'altra geografia.  Poi, finalmente, i contorni si fanno più nitidi e si comincia a ragionare di cose vere. Così qualche ex di Forza Italia, che fino a quel momento era stato nelle chiuse stanze della vecchia sede in corso Italia, si sposta al comitato. Al tramonto ci sono quasi tutti e Diego Petrucci prende in mano la calcolatrice: «Si sapeva che in Regione andava male, ma sul locale c'è la possibilità che Patrizia riesca a passare».  La Paoletti è lì vicino e fa il tifo per le regioni dove il Pdl ha vinto nel resto d'Italia.  Al contrario, al Pd spariscono tutti: missione compiuta! Anche questa volta hanno saputo tutto ben cinque minuti prima degli uffici comunali e qualcuno si chiede se ne valeva la pena.  Ormai è tempo di dichiarazioni, senza tema di sbagliare. Il sindaco Marco Filippeschi è a Firenze, il segretario del Pd, Paolo Fontanelli, in città. Ma per entrambi c'è «orgoglio» di avere per la prima volta un governatore pisano (Enrico Rossi, per la precisione un pontederese residente a Pisa) e «preoccupazione» per l'astensione: secondo i due esponenti del Pd è il risultato di una politica urlata e lontana dai cittadini, che crea disaffezione. Grande soddisfazione, invece, da parte dell'Idv che «ringrazia per l'ampio consenso ricevuto».  Non è andata altrettanto bene a Luca Titoni, Udc, che non è stato confermato: ha pesato la legge che ha ridotto da 65 a 55 i consiglieri regionali.

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