Il Tirreno

Pisa

Centrale a biomasse, 20 posti di lavoro

Teseco pronta a investire 9 milioni di euro nell'impianto

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 PISA. I numeri sono importanti: nove milioni d'investimenti e venti posti di lavoro.  Oggi la conferenza dei servizi potrebbe dare il via libera, facendo compiere a Teseco un passo avanti fondamentale verso la costruzione di una centrale a biomasse (nella foto) per produrre energia. Non manca, però, chi contesta il progetto. È il comitato "NonBruciamociPisa" che stamani alle 9.30, in concomitanza con la conferenza dei servizi in Provincia, terrà un presidio «quale manifestazione di dissenso - si legge in una nota - rispetto all'installazione di un'altra fonte di emissione insalubre in un territorio già provato da trent'anni di inceneritore».  Ma torniamo al progetto. L'impianto sarà realizzato in una porzione dell'area Teseco Spa in via Ragghianti, dotata di viabilità interna ed accesso separato dal resto dell'insediamento.  «Come fonte di energia rinnovabile - dicono a Teseco - si utilizzano biomasse legnose da filiera corta, provenienti dall'attività di manutenzione di boschi e verde pubblico che arriveranno all'impianto sotto forma di cippato, ovvero in piccoli pezzi o scaglie di dimensioni di qualche centimetro. Le biomasse saranno reperite in ambito locale, compreso in un'area di 70 km di raggio, tramite contratti con aziende, consorzi e cooperative operanti nel settore».  La potenza elettrica installata sarà di 2,5 MW e l'energia elettrica prodotta sarà utilizzata per l'alimentazione degli impianti dello stabilimento Teseco, di via Ragghianti 12, mentre ciò che avanza sarà ceduto alla rete Enel.  «L'uso delle biomasse come combustibile rinnovabile - spiegano ancora a Teseco - permette di rendere neutre le emissioni di CO2 dell'impianto, in quanto l'anidride carbonica emessa è pari a quella assorbita dalle piante per la loro crescita. La CO2 fossile risparmiata, durante un anno di lavoro dell'impianto, sarà di 6.817 tonnellate. Inoltre l'utilizzo della filiera corta consentirà di valorizzare localmente un materiale che ora viene utilizzato in impianti lontani, con conseguenti ulteriori risparmi in termini di costi ed emissioni».

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