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Pisa

IPPICA

Decolla l'ippodromo, pista e tribune nuove

Marco Barabotti (ha collaborato Lorenzo Vannozzi)
L’arrivo serratissimo del Premio Pisa a San Rossore
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L’arrivo serratissimo del Premio Pisa a San Rossore

La vigilia del Premio Pisa e dell'intensa giornata di corse, ha avuto un anticipo al Palazzo del Consiglio dei Dodici in Piazza dei Cavalieri, dove il sindaco Marco Filippeschi e il presidente della Provincia Andrea Pieroni hanno incontrato i vertici dell'Alfea, con in testa il presidente Stefano Meli per fare il punto della situazione del nostro ippodromo

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PISA. La vigilia del Premio Pisa e dell'intensa giornata di corse, ha avuto un anticipo al Palazzo del Consiglio dei Dodici in Piazza dei Cavalieri, dove il sindaco Marco Filippeschi e il presidente della Provincia Andrea Pieroni hanno incontrato i vertici dell'Alfea, con in testa il presidente Stefano Meli per fare il punto della situazione del nostro ippodromo e dell'ippica italiana in generale.

Come ormai ribadito da tempo, l'impianto pisano è un po' come una rosa nel deserto, dal momento che la sua funzionalità e crescita è inversamente proporzionale alla forse inarrestabile caduta dell'ippica nazionale che soffre di problemi ormai noti, ma che non riesce a risollevarsi con nessun tipo di provvedimento.

I molti spettatori che frequentano assiduamente le tribune di San Rossore - ieri per il premio Pisa sono stati staccati oltre 4.800 biglietti - rimarcano la passione pisana per i cavalli e questi potranno a breve godere anche della pista nuova.

Infatti, la 120ª edizione del Premio Pisa è stata l'ultima su questa pista, dal momento che quella nuova è praticamente pronta e sarà inaugurata con la prossima stagione di corse a ottobre.

Ma c'è di più: se è vero che l'Alfea ha speso 1,2 milioni di euro per fare la nuova pista, è pronta a spenderne altri 5 per rifare completamente le tribune dell'ippodromo. Il progetto, con strutture in legno, è pronto e i lavori potrebbero partire anche contestualmente al rifacimento della nuova pista.

Per l'economia di Pisa l'ippica è un settore trainante, tanto che mette insieme un volume di affari intorno ai 20 milioni di euro e occupa stabilmente sulle 300 persone che, con gli stagionali, diventano più di 800. Secondo il presidente dell'Alfea, Stefano Meli, per fatturato e numero di addetti l'ippica è la prima industria pisana, preceduta ovviamente dai grandi servizi come l'Università, l'Ospedale e l'Aeroporto.

Le scuderie di Barbaricina ospitano circa 700 cavalli, anche se il volume complessivo a stagione è molto maggiore: quest'anno i cavalli che hanno calcato le piste di San Rossore sono stati complessivamente 3.600.

E dietro ai cavalli e al gioco c'è un indotto che tira: sellai, maniscalchi, veterinari. Per non parlare delle spese in farmacia di vaccini, antibiotici, integratori vitamici e tanto altro ancora. Fino alle tonnellate di foraggi e ortaggi che arrivano alle scuderie, oltre a carote, mele, verdure. Ed è un indotto che si allarga al turismo, quindi agli alberghi e ai ristoranti soprattutto in occasione dei grandi eventi e dei grandi premi, come nel caso del "Pisa".

Va ricordato infine che la nostra città presenta tutti i requisiti climatici, ambientali ed infrastrutturali per poter diventare il centro italiano più ambito dagli operatori del settore ippico: è compito dunque della città crearne le condizioni adeguate per consentirne lo sviluppo. In questa direzione si è mossa l'amministrazione comunale con la predisposizione anni fa di un piano per la zona ippica, individuata a ridosso della tenuta.

La nuova pista e le nuove tribune dovranno insomma diventare il definitivo trampolino di lancio.

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