Il dolore
FILM
Ciak, si gira in città "Pisa,donne e Leopardi"
Marco Barabotti
◗
I lungarni tanto decantati da Leopardi in una stampa antica durante la LuminaraLeopardi al ballo in maschera in Corso Italia, al Victoria e a palazzo Lanfranchi. Luoghi da lui frequentati nel soggiorno pisano, dal novembre 1827 a metà 1828.
Come diciamo anche a pagina 23, nell'edizione nazionale, sarà dedicato al grande poeta il film "Pisa, donne e Leopardi", che ricostruirà l'ambiente, la cultura, e le sue amicizie pisane in un periodo particolarmente creativo
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Leopardi al ballo in maschera in Corso Italia, al Victoria e a palazzo Lanfranchi. Luoghi da lui frequentati nel soggiorno pisano, dal novembre 1827 a metà 1828.
Come diciamo anche a pagina 23, nell'edizione nazionale, sarà dedicato al grande poeta il film "Pisa, donne e Leopardi", che ricostruirà l'ambiente, la cultura, e le sue amicizie pisane in un periodo particolarmente creativo.
Qui tornò alla poesia dopo qualche anno, grazie alla buona salute tonificata anche all'inverno mite, componendo la canzonetta in strofe metastasiane il "Risorgimento" e il canto "A Silvia", inaugurando il periodo creativo detto dei Canti "pisano-recanatesi", chiamati anche "grandi idilli", all'interno del quale il poeta sperimentò la cosiddetta canzone libera o canzone leopardiana.
Il regista sarà Roberto Merlino, direttore artistico dell'associazione Corte Tripoli Cinematografica, su soggetto della scrittrice pisana Paola Pisani Paganelli. Saranno ricostruite le atmosfere di quel periodo: dalle nobildonne che accolsero il poeta nei salotti, impregnati di cultura e di politica risorgimentale, ma anche le sue amicizie e frequentazioni.
Ci sarà anche una sorta di dialogo a distanza, tra presente e passato, nei luoghi da lui frequentati.
Se l'universo femmibile di Leopardi è stato costellato da 35 donne, come ha ben delineato in un recente libro Raffaele Urraro, nel catalogo rosa del poeta di Recanati ci sono donne conosciute a Pisa.
Ne vedremo alcune nel film su Leopardi: forse anche la scena del poeta che suona il campanello nella sua dimora nel quartiere di Santa Maria, con un suo tocco speciale, che lo annunciava alla famiglia, e in particolare alla sorella della padrona di casa, con la quale aveva fatto amicizia: Teresa Lucignani. Nello Zibaldone (nel giugno del 1828), Giacomo parla di «una giovane dai sedici ai diciotto anni», la quale ha nel viso, nei gesti, nella figura un «non so che di divino».
Era la ragazza pisana, che lo riportava con la memoria ad un'altra Teresa molto amata, morta a Recanati nel pieno della giovinezza, la Teresa Fattorini di «A Silvia». E Pisa è stata nel bene e nel male un luogo cruciale per la famiglia Leopardi: Paolina morì proprio qui, durante il suo primo viaggio fuori da Recanati, alla scoperta dei luoghi che avevano incantato il fratello Giacomo. Di sicuro dal film uscirà un Leopardi assai meno austero: un grande poeta che amava calarsi nella realtà pisana.
Come diciamo anche a pagina 23, nell'edizione nazionale, sarà dedicato al grande poeta il film "Pisa, donne e Leopardi", che ricostruirà l'ambiente, la cultura, e le sue amicizie pisane in un periodo particolarmente creativo.
Qui tornò alla poesia dopo qualche anno, grazie alla buona salute tonificata anche all'inverno mite, componendo la canzonetta in strofe metastasiane il "Risorgimento" e il canto "A Silvia", inaugurando il periodo creativo detto dei Canti "pisano-recanatesi", chiamati anche "grandi idilli", all'interno del quale il poeta sperimentò la cosiddetta canzone libera o canzone leopardiana.
Il regista sarà Roberto Merlino, direttore artistico dell'associazione Corte Tripoli Cinematografica, su soggetto della scrittrice pisana Paola Pisani Paganelli. Saranno ricostruite le atmosfere di quel periodo: dalle nobildonne che accolsero il poeta nei salotti, impregnati di cultura e di politica risorgimentale, ma anche le sue amicizie e frequentazioni.
Ci sarà anche una sorta di dialogo a distanza, tra presente e passato, nei luoghi da lui frequentati.
Se l'universo femmibile di Leopardi è stato costellato da 35 donne, come ha ben delineato in un recente libro Raffaele Urraro, nel catalogo rosa del poeta di Recanati ci sono donne conosciute a Pisa.
Ne vedremo alcune nel film su Leopardi: forse anche la scena del poeta che suona il campanello nella sua dimora nel quartiere di Santa Maria, con un suo tocco speciale, che lo annunciava alla famiglia, e in particolare alla sorella della padrona di casa, con la quale aveva fatto amicizia: Teresa Lucignani. Nello Zibaldone (nel giugno del 1828), Giacomo parla di «una giovane dai sedici ai diciotto anni», la quale ha nel viso, nei gesti, nella figura un «non so che di divino».
Era la ragazza pisana, che lo riportava con la memoria ad un'altra Teresa molto amata, morta a Recanati nel pieno della giovinezza, la Teresa Fattorini di «A Silvia». E Pisa è stata nel bene e nel male un luogo cruciale per la famiglia Leopardi: Paolina morì proprio qui, durante il suo primo viaggio fuori da Recanati, alla scoperta dei luoghi che avevano incantato il fratello Giacomo. Di sicuro dal film uscirà un Leopardi assai meno austero: un grande poeta che amava calarsi nella realtà pisana.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
