Il dolore
LA PROTESTA
Gli studenti protestano, la città si blocca
Carlo Venturini /
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Alcuni momenti della manifestazione di ieri mattina degli studenti del “Matteotti” nel centro cittadino. Qui sopra il cordone di polizia che ha impedito si deviasse dal percorso«Riappriopriamoci delle scuole», era lo slogan stampato a lettere cubitali sullo striscione che ha aperto il corteo di un centinaio di studenti dell'Istituto statale alberghiero "G.Matteotti", scuola che è stata la prima in città a protestare contro la riforma del ministro Maria Stella Gelmini
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PISA. «Riappriopriamoci delle scuole», era lo slogan stampato a lettere cubitali sullo striscione che ha aperto il corteo di un centinaio di studenti dell'Istituto statale alberghiero "G.Matteotti", scuola che è stata la prima in città a protestare contro la riforma del ministro Maria Stella Gelmini.
Il corteo degli studenti è partito alle 9.30 dal Concetto Marchesi e si è diretto verso via Garibaldi per attraversare il Ponte della Fortezza, il Lungarno Galileo e poi Corso Italia. Il tutto condito da slogan contro il ministro e contro Berlusconi e da una bara di carta, come simbolo del de profundis deciso dal governo per la scuola pubblica.
All'altezza di via Pascoli dove ha sede il provveditorato, gli studenti si sono fermati a lungo gridando contro il governo ma non sono neanche entrati nella strada perché c'era un cordone nutrito di agenti in tenuta anti sommossa. Temevano incidenti o vandalismi, che invece sono stati assenti del tutto.
Ad essere nervosi e spazientiti erano invece gli automobilisti ingolfati nel lungarno chiuso al traffico e lungo via Garibaldi.
Ciò che ha spinto gli studenti dell'istituto alberghiero a scendere in piazza è stata la soppressione dal prossimo anno dei corsi sul turismo a cui sono iscritti circa 300 allievi, per un corso che si tiene a Pisa da ben 30 anni e che ora viene azzerato. Ne è nata l'occupazione che è andata avanti tre giorni, con un incontro col sindaco Marco Filippeschi che ha dato ragione agli studenti sulla questione dell'"irrazionale ed illogica soppressione dei corsi del turismo". Gli studenti hanno ottenuto da Filippeschi, oltre alla solidarietà, anche la promessa di investire della questione gli assessori regionali al turismo ed alla pubblica istruzione ed i deputati Paolo Fontanelli, Ermete Realacci e Maria Grazia Gatti. «Di più non posso fare. Al governo non ci siamo noi», ha detto due giorni fa il sindaco ai ragazzi. «Ci sembra - dicono gli studenti - che tutti si lamentino ma nessuno faccia niente e per questo abbiamo occupato la scuola ed ora portiamo la protesta in strada».
Gli studenti il problema lo hanno sollevato ed in modo civile, ma ora la patata bollente passa nelle mani delle istituzioni. Fatto sta che se lo striscione inneggiava a difendere le "scuole" a giudicare dal numero dei partecipanti, pochi altri istituti hanno aderito o dato la solidarietà agli studenti del Matteotti.
Ieri prima di loro, all'alba, il coordinamento dei precari della scuola è partito verso Roma, dove si è tenuta la manifestazione nazionale con "assedio premamente" del Ministero della Pubblica Istruzione.
Il corteo degli studenti è partito alle 9.30 dal Concetto Marchesi e si è diretto verso via Garibaldi per attraversare il Ponte della Fortezza, il Lungarno Galileo e poi Corso Italia. Il tutto condito da slogan contro il ministro e contro Berlusconi e da una bara di carta, come simbolo del de profundis deciso dal governo per la scuola pubblica.
All'altezza di via Pascoli dove ha sede il provveditorato, gli studenti si sono fermati a lungo gridando contro il governo ma non sono neanche entrati nella strada perché c'era un cordone nutrito di agenti in tenuta anti sommossa. Temevano incidenti o vandalismi, che invece sono stati assenti del tutto.
Ad essere nervosi e spazientiti erano invece gli automobilisti ingolfati nel lungarno chiuso al traffico e lungo via Garibaldi.
Ciò che ha spinto gli studenti dell'istituto alberghiero a scendere in piazza è stata la soppressione dal prossimo anno dei corsi sul turismo a cui sono iscritti circa 300 allievi, per un corso che si tiene a Pisa da ben 30 anni e che ora viene azzerato. Ne è nata l'occupazione che è andata avanti tre giorni, con un incontro col sindaco Marco Filippeschi che ha dato ragione agli studenti sulla questione dell'"irrazionale ed illogica soppressione dei corsi del turismo". Gli studenti hanno ottenuto da Filippeschi, oltre alla solidarietà, anche la promessa di investire della questione gli assessori regionali al turismo ed alla pubblica istruzione ed i deputati Paolo Fontanelli, Ermete Realacci e Maria Grazia Gatti. «Di più non posso fare. Al governo non ci siamo noi», ha detto due giorni fa il sindaco ai ragazzi. «Ci sembra - dicono gli studenti - che tutti si lamentino ma nessuno faccia niente e per questo abbiamo occupato la scuola ed ora portiamo la protesta in strada».
Gli studenti il problema lo hanno sollevato ed in modo civile, ma ora la patata bollente passa nelle mani delle istituzioni. Fatto sta che se lo striscione inneggiava a difendere le "scuole" a giudicare dal numero dei partecipanti, pochi altri istituti hanno aderito o dato la solidarietà agli studenti del Matteotti.
Ieri prima di loro, all'alba, il coordinamento dei precari della scuola è partito verso Roma, dove si è tenuta la manifestazione nazionale con "assedio premamente" del Ministero della Pubblica Istruzione.
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