Attenzione
POLEMICHE IN COMUNE
Nasce il fondo anti bamboccioni
Carlo Venturini
Il Comune di San Giuliano Terme ha varato un fondo anti-bamboccioni che consiste in un microcredito di massimi 2500 euro all'anno per affrancarsi dalla famiglia e cercare una casa. Lo stanziamento, a cui possono accedere giovani sangiulianesi d'età compresa tra i 18 ed i 34 anni
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SAN GIULIANO. Il Comune di San Giuliano Terme ha varato un fondo anti-bamboccioni che consiste in un microcredito di massimi 2500 euro all'anno per affrancarsi dalla famiglia e cercare una casa.
Lo stanziamento, a cui possono accedere giovani sangiulianesi d'età compresa tra i 18 ed i 34 anni, è garantito da un fondo di 10mila euro del Comune, fondo che arriverà fino a 20mila euro grazie ad una convenzione siglata con Banca etica. Impressionante è il numero dei potenziali beneficiari perché, stando a quanto censito dall'Istat, nel comune ci sarebbero circa 5mila giovani papabili per il fondo. Ma in municipio si è già innescata una polemica.
In attesa che venga emanato il bando per accedere a questo credito, è già stato approvato un regolamento che in quattro articoli mette i paletti per potere infilare le chiavi nella serratura del nuovo guscio familiare. Non solo si deve avere un'età massima di 34 anni, ma si deve anche dichiarare un reddito non superiore ai 15mila euro.
«Si tratta di responsabilizzare i nostri giovani - spiega l'assessore Veronica Mele - aiutandoli, per quanto nelle nostre possibilità, a costruire la loro indipendenza».
Responsabilizzazione, dunque, e non un semplice assegno a fondo perduto. «I giovani - continua Mele - possono ottenere in prestito da 1000 a 2500 euro, da destinare al pagamento delle prime mensilità dell'affitto e/o dell'allaccio e ripristino delle utenze».
Si tratta dunque di un prestito che va restituito ed è in qualche modo vincolato a comprovate necessità abitative come ad esempio il pagamento delle prime mensilità di affitto.
«Certo - conclude Mele -, questo provvedimento non farà dei "miracoli", ma è un primo e concreto tentativo di innovazione politica e di stimolo per una visione diversa del binomio casa-giovani, visto che prima questo binomio era valutato solo in chiave di indigenza del giovane».
Contrari all'iniziativa sono i consiglieri del gruppo misto Giuseppe Tizzanini e Riccardo Maini. «Illudere i giovani - dichiarano i due consiglieri - con roboanti annunci di aiuti economici, che non trovano poi nella realtà concretezza e veridicità, non è certo positivo e qualificante».
Illusione, dunque, sarebbe secondo i due consiglieri che aggiungono: «Il Comune per aiutare i giovani ha stanziato l'enorme cifra di 10mila euro. Ogni anno, quindi, solo quattro o cinque di loro potranno usufruire di questo progetto che, alla luce dei dati, valutiamo offensivo ed inefficace».
Lo stanziamento, a cui possono accedere giovani sangiulianesi d'età compresa tra i 18 ed i 34 anni, è garantito da un fondo di 10mila euro del Comune, fondo che arriverà fino a 20mila euro grazie ad una convenzione siglata con Banca etica. Impressionante è il numero dei potenziali beneficiari perché, stando a quanto censito dall'Istat, nel comune ci sarebbero circa 5mila giovani papabili per il fondo. Ma in municipio si è già innescata una polemica.
In attesa che venga emanato il bando per accedere a questo credito, è già stato approvato un regolamento che in quattro articoli mette i paletti per potere infilare le chiavi nella serratura del nuovo guscio familiare. Non solo si deve avere un'età massima di 34 anni, ma si deve anche dichiarare un reddito non superiore ai 15mila euro.
«Si tratta di responsabilizzare i nostri giovani - spiega l'assessore Veronica Mele - aiutandoli, per quanto nelle nostre possibilità, a costruire la loro indipendenza».
Responsabilizzazione, dunque, e non un semplice assegno a fondo perduto. «I giovani - continua Mele - possono ottenere in prestito da 1000 a 2500 euro, da destinare al pagamento delle prime mensilità dell'affitto e/o dell'allaccio e ripristino delle utenze».
Si tratta dunque di un prestito che va restituito ed è in qualche modo vincolato a comprovate necessità abitative come ad esempio il pagamento delle prime mensilità di affitto.
«Certo - conclude Mele -, questo provvedimento non farà dei "miracoli", ma è un primo e concreto tentativo di innovazione politica e di stimolo per una visione diversa del binomio casa-giovani, visto che prima questo binomio era valutato solo in chiave di indigenza del giovane».
Contrari all'iniziativa sono i consiglieri del gruppo misto Giuseppe Tizzanini e Riccardo Maini. «Illudere i giovani - dichiarano i due consiglieri - con roboanti annunci di aiuti economici, che non trovano poi nella realtà concretezza e veridicità, non è certo positivo e qualificante».
Illusione, dunque, sarebbe secondo i due consiglieri che aggiungono: «Il Comune per aiutare i giovani ha stanziato l'enorme cifra di 10mila euro. Ogni anno, quindi, solo quattro o cinque di loro potranno usufruire di questo progetto che, alla luce dei dati, valutiamo offensivo ed inefficace».
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