Sicurezza
PISA
Con la spada in caserma inneggia ad Allah: arrestato
Si è messo a roteare la katana nella caserma dei carabinieri minacciando i presenti e urlando "Allah è grande". E' stato poi circondato e bloccato dai carabinieri. Addosso l'uomo aveva anche una secondo sciabola da samurai.
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Ha fatto irruzione nella caserma dei carabinieri di Pisa armato di una katana - sciabola da samurai - e urlando "Siamo tutti figli di Allah, Allah è grande". L'uomo, 33 anni, di nazionalità marocchina, già conosciuto dalle forze dell'ordine, è stato poi arrestato.
Tutto è avvenuto intorno alle 16.15. L'uomo, approfittando del fatto che il militare di servizio alla caserma aveva aperto il portone di ingresso per far uscire un collega, è riuscito a entrare dentro, brandendo la sciabola da samurai che aveva poco prima preso in un negozio del centro di Pisa e che aveva nascosto sotto il giaccone.
Si è poi messo a roteare la katana minacciando i presenti e urlando appunto "Siamo tutti figli di Allah, Allah è grande". E' stato poi circondato e bloccato dai carabinieri. Addosso l'uomo aveva anche una secondo sciabola da samurai.
Il marocchino era già stato segnalato in passato per rapina, furto e spaccio, reati commessi in varie parti d'Italia. Risulta anche che fosse stato identificato in passato con 30 diversi alias. Era stato anche espulso rientrando poi in Italia nel 2008. Secondo quanto spiegato, avrebbe giustificato il suo gesto dicendo: "Solo i carabinieri possono risolvere i miei problemi".
Al momento dell'arresto i militari gli hanno trovato addosso anche una decina di flaconi di metadone, oltre alle due sciabole da samurai, entrambe rubate in un negozio di arti marziali che si trova a pochi metri dalla caserma: il marocchino le aveva prese dalla vetrina dopo averla sfondata con una mazza di legno. E al proprietario del negozio avrebbe detto: "Ora vado dai carabinieri".La katana brandita era lunga poco meno di un metro, più piccola l'altra.
Tutto è avvenuto intorno alle 16.15. L'uomo, approfittando del fatto che il militare di servizio alla caserma aveva aperto il portone di ingresso per far uscire un collega, è riuscito a entrare dentro, brandendo la sciabola da samurai che aveva poco prima preso in un negozio del centro di Pisa e che aveva nascosto sotto il giaccone.
Si è poi messo a roteare la katana minacciando i presenti e urlando appunto "Siamo tutti figli di Allah, Allah è grande". E' stato poi circondato e bloccato dai carabinieri. Addosso l'uomo aveva anche una secondo sciabola da samurai.
Il marocchino era già stato segnalato in passato per rapina, furto e spaccio, reati commessi in varie parti d'Italia. Risulta anche che fosse stato identificato in passato con 30 diversi alias. Era stato anche espulso rientrando poi in Italia nel 2008. Secondo quanto spiegato, avrebbe giustificato il suo gesto dicendo: "Solo i carabinieri possono risolvere i miei problemi".
Al momento dell'arresto i militari gli hanno trovato addosso anche una decina di flaconi di metadone, oltre alle due sciabole da samurai, entrambe rubate in un negozio di arti marziali che si trova a pochi metri dalla caserma: il marocchino le aveva prese dalla vetrina dopo averla sfondata con una mazza di legno. E al proprietario del negozio avrebbe detto: "Ora vado dai carabinieri".La katana brandita era lunga poco meno di un metro, più piccola l'altra.
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