Sicurezza
UNIVERSITA' DI PISA
Pisa, inaugurazionetra una raffica di proteste
Il rettore lamenta i continui tagli e intanto studenti e ricercatori protestano simbolicamente per denunciare la riduzione di fondi destinati quest’anno al sistema bibliotecario d’Ateneo, che subirà forti tagli nell’orario di apertura delle strutture e di conseguenza nel personale. “Noi lavoratori finiremo a sedici ore a settimana, con uno stipendio di appena 400 euro al mese. Tutto questo mentre si consegnano onorificenze e si organizzano cerimonie"
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PISA. È stata una cerimonia caratterizzata dall’argomento “tagli” quella che l’Università di Pisa ha celebrato ieri in occasione dell’inaugurazione del suo 666° anno accademico: mentre il rettore Marco Pasquali denunciava nella sua relazione le difficoltà finanziarie in cui si trova oggi a vivere l’Università di Pisa, un gruppo di studenti e bibliotecari hanno fatto irruzione nell’aula magna della Sapienza per protestare contro i tagli che costringeranno le biblioteche a ridurre i propri orari e a tagliare ore di lavoro e stipendi agli operatori esternalizzati.
“Da troppo tempo assistiamo a un attacco sistematico, mirato e coordinato all’Università, quella pubblica in particolare, che getta discredito su una istituzione che resta la più importante fabbrica del sapere, della ricerca, dell’innovazione e della formazione culturale e civile del nostro Paese”, ha dichiarato il rettore nell’esordio del suo discorso.
In polemica con il rettore e al grido di “Non c’è niente da inaugurare”, gli studenti e i bibliotecari hanno messo in scena una protesta simbolica in cui hanno denunciato la riduzione di fondi destinati quest’anno al sistema bibliotecario d’Ateneo, che subirà forti tagli nell’orario di apertura delle strutture e di conseguenza nel personale.
“Dalla prossima settimana partiranno i nuovi orari per le biblioteche dell’Università: chiusura alle 18, eccetto che per quella di Scienze e di Lettere e niente più sabato mattina”, ha spiegato Luca Baroncini. “Noi lavoratori finiremo a sedici ore a settimana, con uno stipendio di appena 400 euro al mese. Tutto questo mentre si consegnano onorificenze e si organizzano cerimonie
“Da troppo tempo assistiamo a un attacco sistematico, mirato e coordinato all’Università, quella pubblica in particolare, che getta discredito su una istituzione che resta la più importante fabbrica del sapere, della ricerca, dell’innovazione e della formazione culturale e civile del nostro Paese”, ha dichiarato il rettore nell’esordio del suo discorso.
In polemica con il rettore e al grido di “Non c’è niente da inaugurare”, gli studenti e i bibliotecari hanno messo in scena una protesta simbolica in cui hanno denunciato la riduzione di fondi destinati quest’anno al sistema bibliotecario d’Ateneo, che subirà forti tagli nell’orario di apertura delle strutture e di conseguenza nel personale.
“Dalla prossima settimana partiranno i nuovi orari per le biblioteche dell’Università: chiusura alle 18, eccetto che per quella di Scienze e di Lettere e niente più sabato mattina”, ha spiegato Luca Baroncini. “Noi lavoratori finiremo a sedici ore a settimana, con uno stipendio di appena 400 euro al mese. Tutto questo mentre si consegnano onorificenze e si organizzano cerimonie
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