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COMMERCIO

Negozi storici chiudono,ma con figli e nipoti qualche marchio resiste

Daniele Benvenuti /
I lavori in corso all’ex pasticceria Bagnani
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I lavori in corso all’ex pasticceria Bagnani

Un'altra insegna storica del nostro centro storico viene staccata definitivamente. Stiamo parlando della pasticceria Bagnani, in Borgo Stretto, che, dopo aver deliziato i palati dei pisani con le sue meringhe alla panna per almeno tre generazioni, ha chiuso in maniera definitiva. Al suo posto, i lavori stanno già procedendo, una oreficeria di alto livello

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PISA. Un'altra insegna storica del nostro centro storico viene staccata definitivamente. Stiamo parlando della pasticceria Bagnani, in Borgo Stretto, che, dopo aver deliziato i palati dei pisani con le sue meringhe alla panna per almeno tre generazioni, ha chiuso in maniera definitiva. Al suo posto, i lavori stanno già procedendo, una oreficeria di alto livello, specializzata in Rolex.

È l'ennesimo segnale di un ricambio sempre più veloce di attività nell'asse principe del commercio pisano, quella che va da corso Italia a Borgo Largo. I costi sempre più elevati degli affitti per coloro, la maggioranza, che non hanno il fondo di proprietà ed una crisi del commercio che non sembra ancora trovare fine portano inevitabilmente alla resa anche di chi finora ha resistito.ù

Non è quindi un caso se, in corso Italia più che in Borgo, stiano sempre più prendendo piede le grandi catene e comunque i negozi in franchising. Eppure in un panorama del genere, ci sono ancora insegne storiche che resistono e che in molti casi si stanno garantendo anche il futuro, consegnando a figli e nipoti la gestione dell'attività. Segno di attaccamento e della volontà di portare avanti il lavoro ed il sacrificio di chi per decenni ogni mattina ha alzato la serranda.
Facciamo una breve passeggiata sull'asse commerciale per vedere quali sono alcune delle attività che mantengono la tradizione del commercio pisano.

Corso Italia. Inizio d'obbligo con il bar La Borsa che mantiene la gestione di Carlo Sbrana e della moglie affiancato dai figli.
L'Upim era sicuramente uno degli emblemi commerciali di corso Italia, ma di recente, con il passaggio della catena alla Coin, la grande scritta bianca sarà cancellata. Sempre nella parte centrale del corso c'è la maggiore concentrazione di attività storiche. A cominciare dalla ditta Fiaschi, cappellificio di Alberto e Paolo Fiaschi; unico rivenditore, tra le altre cose, dei berretti apunta delle matricole universitarie. Poi l'oreficeria Pasquali, anche in questo caso con i figli (Massimo e Elena) che stanno già affiancando i genitori nella conduzione.

Guidi, gestito dai fratelli Luca e Giampaolo, ha saputo rinnovarsi dall'iniziale e storico marchio "Marinella" fondato dal padre; continuità invece per il negozio di scarpe Sodini (gestito adesso dai due figli, Andrea e Roberto) e la cartoleria "La casa della penna", di Daumiller, in mano ai due nipoti del fondatore. Risalendo ancora il corso troviamo, praticamente uno di fronte all'altro, due insegne storiche. L'abbigliamento Manrico e la pelletteria Cini. Manrico, fondato da Manrico Sandroni, recentemente scomparso, vede due generazioni dietro il banco: il genero Gennaro Oliva e la nipote Ilaria. Per quanto riguarda la pelletteria Cini, Giancarlo e la moglie Giulia sono da tempo affiancati dalle figlie Silvia e Donatella. A chiudere la strada il bar Siena, oggi in mano ai nipoti dello storico fondatore, e i negozi di calzature Rossi.

Borgo. Superando il ponte di Mezzo, dopo la chiusura della pasticceria Bagnani, troviamo l'ottica Allegrini gestita da sempre dall'omonima famiglia. Poi la profumeria Sivieri, con Luciano e la moglie Margherita dietro il banco. E ancora l'oreficeria Bardelli (dal 1871 si legge nell'insegna) di Mario Bardelli e l'altra oreficeria Benedetti. In quest'ultimo caso alla gestione dei fratelli Franco e Sergio si è già affiancata quella dei figli. Figlio d'arte anche Di Sabatino, con la sua attività in largo Ciro Menotti.
Marchio storico per eccellenza, ma gestione rinnovata, è infine Salza. In questo caso dopo oltre un secolo la famiglia ha passato il testimone, affidando la pasticceria principe di Pisa alla Serv Air, società che gestisce la ristorazione all'aeroporto Galilei.

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