Sicurezza
UNIVERSITÀ E LAVORO
Quando il Sant'Anna attira cervelli
Francesca Ferretti
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Mangesh Chitnis (in primo piano) al lavoro in un laboratorio della Scuola Sant’AnnaLa Scuola Sant'Anna sbarca in India con un punto informativo, ma sono già una quindicina i giovani indiani che il prestigioso istituto di formazione e ricerca diretto dalla professoressa Maria Chiara Carrozza ospita nelle sue strutture a Pisa con dottorati, master e borse di studio attivati nei settori dell'ingegneria e dell'agraria
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PISA. La Scuola Sant'Anna sbarca in India con un punto informativo, ma sono già una quindicina i giovani indiani che il prestigioso istituto di formazione e ricerca diretto dalla professoressa Maria Chiara Carrozza ospita nelle sue strutture a Pisa con dottorati, master e borse di studio attivati nei settori dell'ingegneria e dell'agraria.
La maggior parte dei giovani studiosi, inseriti in programmi di studio e ricerca finanziati anche da aziende private, lavora al Ceiicp, il Centre of excellence for information, communication and perception engineering del Sant'Anna, un centro all'avanguardia nel campo delle telecomunicazioni nato in partnership con la Ericsson e che ha sede nell'area del Consiglio nazionale delle ricerche.
Mangesh Chitnis e Dhaval Giani, due ingegneri di grande talento, ci hanno raccontato la loro esperienza di formazione all'ombra della Torre.
«Sono arrivato in Italia nel settembre 2005 dopo essere stato selezionato per partecipare all'International Master in Information Technology della Scuola Sant'Anna con un'iniziativa formativa patrocinata dal Ministero degli Esteri», racconta Mangesh, 28 anni, originario di Mumbai.
«Poi ho vinto il concorso di ammissione al corso di perfezionamento in Innovative Technologies e in questo momento mi sto occupando dello sviluppo di sensori wireless intelligenti per il monitoraggio del traffico cittadino».
Il programma di studi di Mangesh termina a luglio e per il giovane indiano si apre una strada di successo nel mondo del lavoro: «Sono disposto a spostarmi ovunque pur di continuare a occuparmi del mio settore, ho già contatti con gli Usa, ma non escludo di rimanere in Italia».
È invece arrivato in Italia da poco più di un mese Dhaval Giani, 24 anni, proveniente da Goa, che ha lavorato per due anni per Ibm India come sviluppatore di software di sistemi operativi. «Qui a Pisa lavoro all'interno del "Real-time systems laboratory" del Sant'Anna, uno dei laboratori afferenti al Ceiicp», spiega Dhaval. «Sto partecipando ad alcune delle attività di ricerca, supportate in parte dall'Unione Europea, in cui il laboratorio è attivo insieme ai centri di ricerca di alcune delle più prestigiose università e aziende europee che lavorano nel campo delle infrastrutture distribuite di domani».
A settembre Dhaval ha in progetto di prendere un'ulteriore specializzazione, vuole provare a superare il test per il corso di laurea magistrale in "Information science and technology" organizzato dal Sant'Anna in collaborazione con l'università di Trento.
Come sottolinea il professor Giuseppe Lipari, «i giovani indiani che arrivano a Pisa sono molto preparati e grazie al loro know how e alla loro conoscenza dell'inglese si inseriscono benissimo nei programmi di ricerca internazionali e nelle aziende. Una marcia in più per entrare con successo nel mondo del lavoro».
La maggior parte dei giovani studiosi, inseriti in programmi di studio e ricerca finanziati anche da aziende private, lavora al Ceiicp, il Centre of excellence for information, communication and perception engineering del Sant'Anna, un centro all'avanguardia nel campo delle telecomunicazioni nato in partnership con la Ericsson e che ha sede nell'area del Consiglio nazionale delle ricerche.
Mangesh Chitnis e Dhaval Giani, due ingegneri di grande talento, ci hanno raccontato la loro esperienza di formazione all'ombra della Torre.
«Sono arrivato in Italia nel settembre 2005 dopo essere stato selezionato per partecipare all'International Master in Information Technology della Scuola Sant'Anna con un'iniziativa formativa patrocinata dal Ministero degli Esteri», racconta Mangesh, 28 anni, originario di Mumbai.
«Poi ho vinto il concorso di ammissione al corso di perfezionamento in Innovative Technologies e in questo momento mi sto occupando dello sviluppo di sensori wireless intelligenti per il monitoraggio del traffico cittadino».
Il programma di studi di Mangesh termina a luglio e per il giovane indiano si apre una strada di successo nel mondo del lavoro: «Sono disposto a spostarmi ovunque pur di continuare a occuparmi del mio settore, ho già contatti con gli Usa, ma non escludo di rimanere in Italia».
È invece arrivato in Italia da poco più di un mese Dhaval Giani, 24 anni, proveniente da Goa, che ha lavorato per due anni per Ibm India come sviluppatore di software di sistemi operativi. «Qui a Pisa lavoro all'interno del "Real-time systems laboratory" del Sant'Anna, uno dei laboratori afferenti al Ceiicp», spiega Dhaval. «Sto partecipando ad alcune delle attività di ricerca, supportate in parte dall'Unione Europea, in cui il laboratorio è attivo insieme ai centri di ricerca di alcune delle più prestigiose università e aziende europee che lavorano nel campo delle infrastrutture distribuite di domani».
A settembre Dhaval ha in progetto di prendere un'ulteriore specializzazione, vuole provare a superare il test per il corso di laurea magistrale in "Information science and technology" organizzato dal Sant'Anna in collaborazione con l'università di Trento.
Come sottolinea il professor Giuseppe Lipari, «i giovani indiani che arrivano a Pisa sono molto preparati e grazie al loro know how e alla loro conoscenza dell'inglese si inseriscono benissimo nei programmi di ricerca internazionali e nelle aziende. Una marcia in più per entrare con successo nel mondo del lavoro».
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