Sicurezza
PISA
Per Luca Giurato cori e applausi dalle aspiranti matricole
Angela Feo
"Adesso ho la possibilità di dedicarmi allo studio. E a voi ragazzi voglio dire che senza un bagaglio culturale forte, non siamo quasi niente. Lo studio può essere una battaglia molto dura, ma è una risorsa fondamentale nella vita, qualsiasi cosa si faccia dopo". Informale, con una maglia a righe rosa e blu, il giornalista ha risposto alle domande degli studenti, ma anche a quelle di professori e presidi di facoltà
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PISA. Cori da stadio al ritmo di "Luca, Luca!" e poi applausi scroscianti. Così ieri mattina è stato accolto il giornalista Luca Giurato, protagonista dell'iniziativa "Informando 2010". Con lui il prorettore per i rapporti con gli studenti Angelo Baggiani e Bruno Mazzoni, preside di Lingue e letterature straniere, la facoltà dove il popolare giornalista ha deciso di iscriversi.
Informale, con una maglia a righe rosa e blu, ha risposto alle domande degli studenti, ma anche a quelle di professori e presidi di facoltà. Domande a tutto tondo sul mestiere e sull'etica del giornalista, sulla sua carriera, sul futuro della carta stampata, sul valore dello studio e sull'importanza di quella laurea che a settant'anni diventa un nuovo, importante traguardo, tanto da farti ritrovare la motivazione per rimetterti in gioco.
«Ho alle spalle una brillante carriera, sono nonno - ha spiegato -. Mi sono chiesto, alla mia età, che cosa mi mancava. Da cinquant'anni mi porto dietro un vuoto che nasce da un forte conflitto generazionale e sentimentale con mio padre. Lui voleva che facessi il diplomatico, io volevo fare il giornalista.
Allora il sistema più pratico era entrare in un grande giornale e consumare la suola delle scarpe. Così ho fatto, ma adesso ho la possibilità di dedicarmi allo studio. E a voi ragazzi voglio dire che senza un bagaglio culturale forte, non siamo quasi niente. Lo studio può essere una battaglia molto dura, ma è una risorsa fondamentale nella vita, qualsiasi cosa si faccia dopo».
Il giornalista ha poi ripercorso alcune tappe della sua storia professionale, evidenziando come «da sempre il potere cerca di condizionare l'informazione. Ricordo i commissari romani con cui avevo a che fare quando facevo il cronista di nera a "Paese sera", che avevano interesse a far passare l'idea che l'ordine pubblico funzionasse sempre perfettamente. Purtroppo il rapporto tra potere e informazione televisiva è peggiorato e bisognerebbe tornare a fare il mestiere con la schiena dritta».
Non potevano mancare domande sul Giurato uomo di spettacolo. «Qui ha parlato per un'ora e mezza senza storpiature linguistiche. Non sarà che le sue gaffe sono premeditate per diventare "un personaggio"?» chiede una docente. «Ve lo assicuro, le mie gaffe sono tutte autentiche».
Informale, con una maglia a righe rosa e blu, ha risposto alle domande degli studenti, ma anche a quelle di professori e presidi di facoltà. Domande a tutto tondo sul mestiere e sull'etica del giornalista, sulla sua carriera, sul futuro della carta stampata, sul valore dello studio e sull'importanza di quella laurea che a settant'anni diventa un nuovo, importante traguardo, tanto da farti ritrovare la motivazione per rimetterti in gioco.
«Ho alle spalle una brillante carriera, sono nonno - ha spiegato -. Mi sono chiesto, alla mia età, che cosa mi mancava. Da cinquant'anni mi porto dietro un vuoto che nasce da un forte conflitto generazionale e sentimentale con mio padre. Lui voleva che facessi il diplomatico, io volevo fare il giornalista.
Allora il sistema più pratico era entrare in un grande giornale e consumare la suola delle scarpe. Così ho fatto, ma adesso ho la possibilità di dedicarmi allo studio. E a voi ragazzi voglio dire che senza un bagaglio culturale forte, non siamo quasi niente. Lo studio può essere una battaglia molto dura, ma è una risorsa fondamentale nella vita, qualsiasi cosa si faccia dopo».
Il giornalista ha poi ripercorso alcune tappe della sua storia professionale, evidenziando come «da sempre il potere cerca di condizionare l'informazione. Ricordo i commissari romani con cui avevo a che fare quando facevo il cronista di nera a "Paese sera", che avevano interesse a far passare l'idea che l'ordine pubblico funzionasse sempre perfettamente. Purtroppo il rapporto tra potere e informazione televisiva è peggiorato e bisognerebbe tornare a fare il mestiere con la schiena dritta».
Non potevano mancare domande sul Giurato uomo di spettacolo. «Qui ha parlato per un'ora e mezza senza storpiature linguistiche. Non sarà che le sue gaffe sono premeditate per diventare "un personaggio"?» chiede una docente. «Ve lo assicuro, le mie gaffe sono tutte autentiche».
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