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Tornerà com'era il campaniledistrutto nel  1944

Daniela Salvestroni /
A destra il campanile un tempo Sopra lo stato dei lavori
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A destra il campanile un tempo Sopra lo stato dei lavori

Dopo più di cinquant'anni sono ripresi i lavori di ricostruzione del campanile della basilica di S. Piero a Grado, distrutto il 22 luglio 1944 dalle truppe tedesche in ritirata. Dal settembre scorso è stata effettuata l'opera di consolidamento delle fondamenta e di aumento di spessore della parte edificata nel 1956, che è a base quadrata ed è alta sei metri

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SAN PIERO A GRADO. Dopo più di cinquant'anni sono ripresi i lavori di ricostruzione del campanile della basilica di S. Piero a Grado, distrutto il 22 luglio 1944 dalle truppe tedesche in ritirata. Dal settembre scorso è stata effettuata l'opera di consolidamento delle fondamenta e di aumento di spessore della parte edificata nel 1956, che è a base quadrata ed è alta sei metri. Le pareti esistenti, spesse un metro, sono state portate a 1,75 metri di spessore, che andrà degradando con l'altezza. Ieri c'è stata la benedizione dell'arcivescovo Giovanni Paolo Benotto.
Il campanile sarà rifatto com'era: nel volume "Verso la ricostruzione del campanile" a cura del comitato per la valorizzazione della basilica (Felici ed. - 2005) le immagini mostrano la duecentesca torre campanaria a quattro piani, alta trentasette metri. Al termine dei lavori le tre antiche campane, conservate all'interno della basilica, troveranno la loro giusta collocazione alla sommità del nuovo campanile.
Il progetto definitivo della soprintendenza è degli anni 2007/09 ed è stato curato dall'arch. Rosa Mezzina, dall'arch. Guglielmo Maria Malchiodi e da un pool di esperti. Il finanziamento del ministero dei beni culturali è stato concesso nel 2007 e ammonta a 1 milione di euro per il consolidamento della parte esistente e per la costruzione dei primi quindici metri d'altezza. I lavori si concluderanno nel novembre prossimo e si attende l'ulteriore finanziamento di 1 milione di euro per ultimare il campanile, con la costruzione degli ultimi venti metri d'altezza.
«Il secondo finanziamento dovrebbe essere più semplice da ottenere - dice il parroco, monsignor Mario Stefanini - La ricostruzione del campanile della basilica è fondamentale per ricreare l'ambiente nella sua integrità. È la realizzazione di un sogno che abbiamo coltivato dal 1996 con la costituzione, da me promossa, del comitato per la valorizzazione della basilica. Tra le altre iniziative il comitato si è occupato della deviazione della viabilità che costeggiava la basilica mediante un progetto, fatto proprio e realizzato dal Comune, e della realizzazione del prato che viene curato dal centro Enrico Avanzi della facoltà di agraria dell'Università. Quando la soprintendenza ha redatto il progetto di ricostruzione, è nato anche un comitato d'onore, a cui hanno aderito autorevoli personalità, come il ministro Altero Matteoli e l'onorevole Paolo Fontanelli».
Alla cerimonia di ieri c'era anche il sindaco Marco Filippeschi che ha commentato: «Il Comune vigilerà affinché gli impegni assunti dal ministero per i beni e le attività culturali e recentemente in parlamento dal ministro Bondi siano rispettati. Inoltre, insieme ai tanti altri enti coinvolti in questo straordinario progetto di recupero, lavoreremo anche perché tutto il contesto su cui sorge questa nostra basilica sia completamente riqualificato».

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